Il nuovo libro della scrittrice algherese su Grazia Deledda “italiana”, presentato a Roma
ROMA - Presenze istituzionali e scrittori hanno gremito la Sala della Pace a Palazzo Valentini per la presentazione del nuovo libro di Neria De Giovanni Vento di terra, vento di mare - Grazia Deledda oltre l’Isola (Edizioni Nemapress, 2007, pagg.141, € 12,00) con il patrocinio della Provincia di Roma. In apertura dell’evento, organizzato dall’Associazione Salpare e dalle Edizioni Nemapress, in collaborazione con Il Gremio Associazione dei Sardi di Roma e l’A.I.C.L. (Associazione Internazionale dei Critici Letterari), è stato proiettato un filmato su “I luoghi di Grazia” andato in onda su RAI1 nello spazio autogestito dall’Associazione Salpare, in cui Neria De Giovanni ha guidato i telespettatori alla conoscenza della Deledda “romana”. Ha parlato poi Antonio Maria Masia, coordinatore per Roma e il Lazio del PEN Club, che ha ricordato come Neria De Giovanni da molti anni infaticabilmente conduce la propria attività di critica per far conoscere fuori dell’Isola gli scrittori sardi in particolare Grazia Deledda a cui ha dedicato nove volumi. Presente in sala è stato invitato al microfono anche Mariotto Segni, Presidente onorario de Il Gremio, che si è congratulato con l’autrice del libro per aver messo al centro dell’attenzione nazionale l’opera di una scrittrice sarda che ha guardato a tutto il mondo non tradendo mai le proprie radici di sardità. Il nipote di Grazia Deledda, Alessandro Madesani Deledda, che ha firmato la prefazione di Vento di terra, vento di mare - Grazia Deledda oltre l’isola, ha riscaldato l’ambiente con numerosi interventi di plauso per l’iniziativa critica della De Giovanni ed insieme lamentele per come la cultura ufficiale sarda continua non riconoscere il pieno valore dell’opera deleddiana. Ha ricordato anche che i sardi che abitano nella penisola sono decisamente più attivi rispetto ai sardi che vivono nell’Isola che paiono ricordarsi di lei solamente in anniversari più o meno fittizi… Neria De Giovanni ha voluto sottolineare come questo suo libro apra una nuova strada per la critica letteraria, una terza stagione che la De Giovanni auspica possa essere seguita da altri dopo le prime posizioni critiche negative per la sua “sardità” e la seconda interpretazione, di questi ultimi anni, che invece proprio per la sua sardità la esalta. In questo modo - ha proseguito la De Giovanni - se i critici di primo novecento fecero un grave torto alla bravura della Deledda, anche i critici di oggi, soprattutto quelli delle accademie isolane, regionalizzandola troppo rischiano di chiuderla in un provincialismo che non le fu proprio, visto che la Deledda su una trentina di romanzi ne ambientò ben dieci fuori della Sardegna. Inoltre - ha concluso la De Giovanni - Grazia Deledda abitò fuori dell’Isola più della metà della sua vita, e non volle più tornare in Sardegna dopo la vendita della casa natale di Nuoro. Numerosi interventi hanno animato un dibattito molto partecipato. Noemi Ranieri della UIL - Scuola Nazionale, ha ricordato con commozione che deve il suo nome all’ammirazione del padre per Noemi di Canne al vento e poi ha illustrato il recente Convegno Nazionale sulla Deledda organizzato dalla UIL - Scuola per tutti i docenti delle scuole italiane; Mirella Maffi, della Commissione Europea, ha auspicato una maggiore presenza della cultura italiana promossa dalle istituzioni all’estero, le ha risposto l’ambasciatore Eugenio Campo, con genitori sardi, ricordando le iniziative degli Istituti Italiani di Cultura su Grazia Deledda con la partecipazione di Neria De Giovanni; le scrittrici Lia Levi e Fortuna Della Porta hanno ringraziato per l’entusiasmo con cui si propone al pubblico italiano la rilettura di una grande autrice magari un poco dimenticata nonostante il Premio Nobel. Tra i tanti intervenuti si segnalano: le scrittrici Maria Rosa Cutrufelli, già Premio Alghero Donna, Maria Teresa Giuffrè (della Giuria del Premio Alghero Donna), Grazia Maria Poddighe, Adelia Batista, Marcia Teophilo, poeta brasiliana più volte candidata al Premio Nobel, Biagio Arixi, poeta sardo-romano, Luciana Vasile del PEN Club, Daniela Tarabugi poeta toscana; sono intervenuti anche Sabino Caronia, critico letterario, Virgilio Violo, Presidente della F.L.I.P. (Free Lance International Press) e Claudia Pagan dell’Unione Lettori. La serata si è conclusa con una proposta d Neria de Giovanni accolta e sottoscritta da tutti i presenti: presentare alle istituzioni nazionali e romane la richiesta ufficiale per realizzare non l’ennesimo convegno di cui non si sente la necessità, ma un luogo permanente di riflessione e formazione sulla narrativa, nel nome dell’unico Premio Nobel femminile delle lettere italiane, Grazia Deledda, che ha scelto Roma come sua città di elezione.
Nella foto, da sinistra: Alessandro Madesani Deledda (nipote del Premio Nobel), Neria De Giovanni (autrice del libro), Mario Segni (presidente onorario del Gremio dei sardi di Roma) e Antonio Maria Masia(coordinatore per Roma e Lazio del PEN Club).
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