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Red 8 settembre 2019
Martis in poesia: ecco i vincitori
La storia del paese attraverso i suoi alimenti. Successo per la terza edizione dell´evento organizzato dall´Istituto Camillo Bellieni, caratterizzato da un simpatico concorso, nel quale i partecipanti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non aveva molte tracce scritte


MARTIS - Tre primi classificati ex aequo al concorso gastronomico di “Martis in poesia”, organizzato e dall’Istituto Camillo Bellieni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Sono “Coccoi cun bagna” (proposto dal personale della Comunità alloggio del paese), “Pirichitos de entu” (di Gianluca Spezzigu e Giovanna Maria Pala) e la “Picciriella” (uno squisito sformato di zucchine preparato con cura dagli ospiti della stessa casa di riposo, in primis da zia Domenica, novantadue anni di esuberanza ed allegria). Le targhe ed i riconoscimenti in denaro sono stati consegnati sul palco del Centro polivalente, dalle mani del giornalista e scrittore Giovanni Fancello, presidente della giuria, accompagnato dalla presidente del Bellieni Maria Doloretta Lai e dagli altri membri della commissione tecnica formata da Michele Pinna, Tiziano Lasia, Daniela Masia Urgu e Lucia Sechi.

«Attraverso la preparazione dei loro piatti, i concorrenti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non ha molte tracce scritte – ha spiegato Fancello – E il risultato è stato sorprendente, considerato che non si tratta di professionisti, ma sono stati raffinatissimi nell’esecuzione. Una manifestazione di questo tipo è importantissima, perché iniziamo a scriverne le ricette in italiano e in sardo superando la situazione di una cucina orale che non si trasmette più». Anche questa terza edizione ha goduto di un'importante risposta e partecipazione da parte della comunità, delle zone limitrofe e dei paesi vicini. Vincente la caratterizzazione di un format innovativo ispirato al connubio tra gastronomia, poesia e filosofia, perché se il cibo è l’alimento del corpo, poesia e filosofia sono gli alimenti dell’anima. «Nel cibo c’è la storia di un popolo esattamente come nella lingua, è parte integrante della storia dei poveri – ha affermato Pinna – Riscoprire le tradizioni alimentari vuol dire riscoprire i territori e le attività produttive, le abitudini delle famiglie e i modi di vivere. La filosofia deve fare i conti con la realtà delle persone».

Nel corso della serata, Nino Pericu, Roberto Demontis e Michele Pinna hanno eseguito letture e performance coinvolgenti di versi poetici a tema, e sono stati presentati i libri “Durches” di Giovanni Fancello (Arkadia) ed “In coghina” di Lucia Sechi (Edes). Inoltre, è stato proiettato un video-reportage di Salvatore Taras sulle preparazioni realizzate il giorno precedente, passo dopo passo, sotto lo sguardo vigile dei giurati. Il coinvolgimento della casa di riposo è stato oltretutto di fondamentale importanza per dare la possibilità agli anziani, che rappresentano la memoria storica, di affermare ancora una volta il loro ruolo utile all’interno della società.
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