ALGHERO - L'isola è l'unica regione italiana nella quale la cultura mafiosa non è riuscita a mettere radici a causa del profondo senso di auto-giustizia dei sardi. La cultura pastorale, guidata dal senso dell'onore e dalla necessità della vendetta anche violenta, ha permeato i villaggi delle montagne sarde: storicamente la giustizia, in buona parte dell'isola, è sempre stata un fatto personale, che non poteva essere delegato nè allo Stato, nè a qualsiasi gruppo di potere, compreso quello mafioso. I sardi, anche individualmente, hanno rivendicato il diritto di ribellione ad ogni potere che si presenti con le caratteristiche della sopraffazione. E' estranea perciò, ancora oggi, alla mentalità sarda la passività, l'accettazione rassegnata del torto e dell'umiliazione grave che hanno afflitto i territori della mafia. E’ la teoria di Pino Arlacchi autore di “Perchè non c’è la mafia in Sardegna”, edizioni Am&d, che questa sera (mercoledì) sarà intervistato da Pasquale Chessa vice direttore di Panorama. L’appuntamento, inserito nell’ambito della rassegna “Le famigliastre” organizzata dalla Libreria Il labirinto e dall’associazione culturale Alghenegra, è fissato alle 21 presso il Chiostro di San Francesco ad Alghero.
Nella foto Pasquale Chessa
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