Il forzista Gianni Martinelli, consigliere uscente, si è confermato uomo più votato di Alghero
ALGHERO – Gianni Martinelli, quarantenne, è il “fenomeno elettorale” di Alghero. Per due elezioni Amministrative consecutive, le uniche due alle quali ha partecipato, è stato il candidato più votato della città. In questa occasione ha aumentato il suo “gradimento” da parte degli elettori, passando dalla ragguardevole cifra di 519, alla cifra “monstre” di 736.
Gianni Martinelli è ormai considerato una “macchina da voti”. Cosa ne pensi?
«Assolutamente no. Più che di voti, sono una macchina da ascolti. Bisogna ascoltare le persone, i loro problemi, e poi dare risposte. Nella politica ci sono troppi discorsi filosofici, mentre la gente vuole concretezza. Chi governa ha la responsabilità di decidere, ma si deve soprattutto impegnare a fare. Per fare una similitudine – spiega – per me Alghero è come uno studente universitario fuori corso, che è sempre li, ma non arriva mai alla laurea. Per decenni si è solo parlato e litigato, senza concretezza. Noi abbiamo cambiato il modo di “fare politica” e dobbiamo continuare su questa falsariga».
736 voti sono una cifra enorme e difficilmente identificabile. Ma qual è l’elettorato di Gianni Martinelli?
«Quando si inizia, si parte dalla base, che è rappresentata dalla famiglia e dagli amici. Poi ci si rivolge all’ambiente di lavoro ed a tutti gli ambienti che frequenti. Io, per esempio, ho la fortuna di frequentare il mondo del calcio da trenta anni. Poi il segreto, se di segreto si può parlare, è la disponibilità e la voglia di ascolatare chi ti sta davanti e ti parla dei suoi problemi».
Dopo ogni tornata elettorale, si assiste ad una più o meno feroce lotta per le poltrone. Qual è la tua idea al proposito?
«Sono favorevole agli assessori “tecnici”, persone capaci, appartenenti alla società civile. I dati elettorali hanno bocciato alcune persone e premiato altre. Dobbiamo seguire la strada del rinnovamento, dare più spazio alle donne e darei anche più spazio a chi, pur non arrivando al quoziente che consente di entrare in Consiglio Comunale, si è impegnato a fondo. Penso, per esempio, ai GiovaniUniti».
Il consigliere comunale più votato, non ha proprio “voglie” di assessorato? Non ti piacerebbe?
«Almeno in questa prima fase, no. C’è ancora tanto da lavorare. Certo, mi piacerebbe fare un’esperienza del genere, per capire meglio il funzionamento dell’Amministrazione. Ma certamente non adesso. Magari se ne può parlare a metà mandato».
Marco Tedde è stato per due Comunali consecutive il candidato consigliere più votato. Poi è stato candidato a sindaco. Gianni Martinelli è stato per due Comunali consecutive il candidato consigliere più votato. E, tra cinque anni, Marco Tedde non potrà essere ricandiato per la terza volta. Ci hai fatto un pensierino?
«Assolutamente no. Ci sono sicuramente altri esponenti di primo piano, in Forza Italia e nell’intera coalizione di Centrodestra, che possono dare ancora tanto alla città. Poi, in cinque anni, potrebbe anche uscire qualche uomo nuovo, magari un giovane, dall’interno della Coalizione o proveniente dalla società civile. L’idea non mi sfiora e sinceramente non mi piacerebbe».
Nella foto: Gianni Martinelli, consigliere comunale di Forza Italia
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