«Quelli che votano ancora a sinistra lo fanno forse per un imperativo etico o per tradizione, chi invece parte solo e solamente dalle proprie condizioni materiali o esistenziali va a destra e si offre alle sirene degli egoismi e alle illusioni dei miracoli facili e per tutti»
ALGHERO – Parla schietto il segretario cittadino del Partito della Rifondazione Comunista Salvatore Marino, all’indomani del voto sfavorevole di Alghero. A differenza di altri segretari dei partiti del Centrosinistra, Marino non ritiene che la maggior forza mediatica e di propaganda del centrodestra sia stata la principale causa della sconfitta elettorale, mentre attribuisce maggior peso alle “cause interne” alla coalizione. Il segretario di Rifondazione sottolinea come la sinistra, in passato, si proponeva come soggetto di sintesi tra i luoghi “alti” (i palazzi) e i luoghi “bassi” (la società) dell’agire pubblico, mentre oggi non lo fa più ed è questo il motivo per cui è percepita sempre più come equivalente alla destra. «Quelli che votano ancora a sinistra – sostiene Marino - lo fanno forse per un imperativo etico o per tradizione, chi invece parte solo e solamente dalle proprie condizioni materiali o esistenziali va a destra e si offre alle sirene degli egoismi e alle illusioni dei miracoli facili e per tutti». L’esponente di Sinistra poi, focalizza l’attenzione sulla differente campagna elettorale dei due schieramenti, tutta incentrata, quella del Centrodestra, sul governo nazionale e regionale proiettandone le tematiche, in maniera “palesemente opportunistica”, sul livello locale. «I ritardi e i rinvii del governo nel dare risposte concrete alle condizioni di vita dei giovani, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati hanno influenzato nelle scelte di voto così come l’approvazione della legge finanziaria regionale, che sicuramente è di sviluppo e di tutele sociali, ha avuto una troppo lunga gestazione per poter essere stata apprezzata dagli elettori». Il voto delle amministrative di Alghero, secondo Marino, ripropone in primo luogo la necessità di un cambio di passo nell’azione del Governo nazionale e regionale, partendo dall’apertura della fase del “risarcimento sociale” nei confronti delle classi sociali più deboli. «Il cantiere della “Sinistra Unita” ha pagato pesantemente la sua parte in questa tornata elettorale. Non ha messo in campo né “esperti” di grande esperienza amministrativa né detentori di “pacchetti di voti” – attacca Marino - ma donne e uomini, soprattutto giovani, che hanno messo in campo un patrimonio di idee ed entusiasmo difficilmente riscontrabile». Il segretario di Rifondazione chiude l’intervento esortando non solo i partiti della sinistra e dei movimenti ma anche pezzi del sindacato e dell’associazionismo diffuso a “rimettersi subito a lavoro”. «Dobbiamo determinare quella massa critica in grado di incidere nell’agenda politica cittadina e di essere un riferimento per tutto il popolo della sinistra. Bisogna fare di più e subito: ridare la parola a chi l’ha avuta negata e rimettere in discussione anche le stesse forme di fare politica e della rappresentanza - conclude - che non è patrimonio dei gruppi dirigenti e la cui rappresentazione non può essere delegata a un voto ogni cinque anni».
Nella foto Salvatore Marino, segretario cittadino PRC
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