Il neoconsigliere comunale per la lista “Città al lavoro” smentisce l’appoggio politico del consigliere regionale ed analizza il voto algherese
ALGHERO - «Non nego l’amicizia ed il sostegno morale ricevuto da Pino Giorico, ma quando lui decide di fare politica, la fa personalmente e non per interposta persona. Tutto il resto sono pure invenzioni giornalistiche». Nicola Salvio, neo consigliere comunale, risponde una volta per tutte alle “voci” che lo bollavano come “testa di legno” mandata in campo dal consigliere regionale Pino Giorico. «La sede di Giorico – prosegue il preside del Liceo Classico – mi è stata gentilmente messa a disposizione, per amicizia, non avendone una mia. Ad avvalorare le mie parole c’è il comportamento di Giorico, che durante la campagna elettorale non è mai stato visto insieme a me, ne ha mai parlato in mio favore. Se di “disastro” si deve parlare, è mio e della mia lista, non di Pino Giorico, che può non esserne contento, ma solo come amico».
Quando avete deciso di presentarvi come terzo polo, che obbiettivi vi eravate posti?
«Volevamo portare una presenza in Consiglio Comunale. Siamo un gruppo di amici che non si identificavano nelle due proposte delle altre coalizioni. Abbiamo priorità ideologiche diverse. Vogliamo lavorare sui problemi che “abitano” Alghero dodici mesi l’anno, con particolare riguardo alle periferie, sia “fisiche” (le borgate) che “umane e sociali” (le persone che non hanno voce). L’Amministrazione privilegia chi sta già bene. Un ricco – chiarisce – può diventare più ricco, avere nuove possibilità, mentre un indigente non ha mai la possibilità di proporsi ad un livello più alto. L’attenzione massima – prosegue – è sempre per lo “scrigno”, come Tedde definisce il centro di Alghero, ma questa è stata una politica comune a un po’ tutte le amministrazioni che si sono succedute alla guida della città. Allontanandoci dal centro però, troviamo il calo progressivo di attenzioni, una penuria di interventi. Possiamo dire che “la città non è ancora uscita dalle mura”».
Alla luce del voto, pensate di essere stati sottovalutati, non capiti dall’elettorato? Cosa non ha funzionato?
«Abbiamo subito gli effetti dell’onda positiva che sta investendo la Destra in tutta Italia. A livello generale – prosegue – la sensazione è che il Centrodestra stia rimontando sul Centrosinistra. E l’onda ha colpito tutto ciò che non è esplicitamente schierato a Destra, sotto il “Berlusconismo imperante”. Il nostro obbiettivo – chiarisce Salvio – erani i duemila voti, circa il 7percento che ci veniva accreditato alla vigilia. Abbiamo perso molto terreno nell’ultima settimana. Ma eravamo praticamente armati di frecce contro i carroarmati. Nel Centrodestra – prosegue nell’analisi – si sono mossi grandi capitali. Perché? Perché ci sono tante persone che vogliono bene a questa città – ironizza – ed hanno speso patrimoni per questo nuovo Consiglio Comunale. Quindi, mi aspetto grandi progetti, grandi idee dalle persone che hanno preso più voti. Comunque – chiarisce – per poche centinaia di voti non siamo riusciti a “mettere” il secondo consigliere. A quel punto mi sarei detto un “uomo contento”. Dopo i partiti storici ci siamo noi. Non è un risultato negativo in assoluto, ma confrontato alle attese. La gente parla di “disastro”, perché ci confronta erroneamente con il risultato della “Lista Giorico” di cinque anni fa».
Ora entra in Consiglio Comunale (è la seconda volta, dopo un’elezione da indipendente in una Giunta Giorico degli Anni ’80). Che tipo di opposizione ha intenzione di fare? Farà fronte unico con il Centrosinistra o sarà una voce fuori dal coro?
«Entro con la mia testa, la mia faccia, la mia storia. Sono un propositivo. Sono uno che fa. Non mi siedo mai a nessun tavolo senza avere una mia proposta. Ogni progetto dell’Amministrazione mi vedrà attento osservatore ed i progetti buoni avranno il mio apporto migliorativo. Voglio lavorare per migliorare la città. Per farla crescere. Tentando di dare voce a chi normalmente è poco ascoltato. Senza ombre od ombrelli alle mie spalle».
Nella foto: Nicola Salvio
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