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Red 16 dicembre 2016
Domenica, cala il sipario su Festivalguer
La cattedrale di luce di Giancarlo Cauteruccio ed il grande concerto di Enzo Avitabile con I Bottari di Portici chiudono la quattordicesima edizione della manifestazione


ALGHERO - LA quattordicesima edizione di “Festivalguer Ma sei fuori!?!”, che si concluderà domenica 18 dicembre, prevede per questo fine settimana conclusivo una serie di imperdibili appuntamenti. Venerdì 16, alle ore 18, al Forte della Maddalena, andrà in scena lo spettacolo/performance in maschera site specific di #Koi “Cantando danzavamo”, ispirato a “Passavamo sulla terra leggieri” di Sergio Atzeni, regia e direzione di Chiara Murru, elaborazioni elettroniche, installazione sonora-live set di Frantziscu Medda Arrogalla.

Si tratta di un viaggio performativo tra terra, acqua, aria e fuoco, in cui i performers conducono lo spettatore in un rituale sospeso nel tempo. La performance nasce da un intenso lavoro di ricerca teatrale sulle maschere dei mamuthones, realizzate da Franco Sale, iniziato nel 2008. In #Koi cantando danzavamo, il rigore delle maschere lignee si separa dal tradizionale costume e dal rito del Mamuthones, ritrovando un nuovo corpo ed un inaspettato legame con gli elementi. Una performance in maschera originale, che reinterpreta la tradizione. Lo studio della maschera tradizionale unito a quello di nuove sonorità elettroniche rappresenta un elemento che “unisce” il Mediterraneo, i suoi siti, la sua storia, in un progetto che ha la Sardegna come terra d'origine.

Alle 19,30 alla Torre di San Giovanni, Riverrun teatro lavorerà su un “site specific” per attrice sola “In effige” mettendo in relazione un abito di stoffa, un luogo di rappresentazione e l’immaginazione creativa di chi lo osserva. L’abito è un involucro vuoto, senza corpo visibile; ha delle fattezze che richiamano ciò che è un abito femminile nell’immaginario infantile e fiabesco. E’ vuoto, ma occupa con la sua presenza la scena. E’ discreto ed apparentemente poco ingombrante, se non fosse che, per il suo essere vuoto, si presta ad essere riempito di ogni possibile immaginario e racconto.

Sabato 17, Giancarlo Cauteruccio (Compagnia Krypton), attore, regista, ma anche eccellente innovatore, per la prima volta in Sardegna con un intervento di Teatro/Architettura, “costruirà” al Forte della Maddalena una cattedrale di luce, interagendo con performers ed un dj set a cura di Andrea Mi. Il progetto si fonda sulla necessità di interpretare attraverso la luce uno dei segni architettonici e storici più caratterizzanti della città di Alghero. Le grandi mura che nei secoli sono state indiscutibili testimoni del rapporto tra la terra ferma ed il mare, diventano mura dinamiche, che, come risvegliate dalle sollecitazioni di luce, vivono una loro metamorfosi diventando così il libro aperto di un racconto sulle problematiche culturali, estetiche e filosofiche del concetto di città. Un'azione dinamica, che intende mettere in relazione la natura e l'artificio, la potenza della storia ed i nuovi segni del contemporaneo. Cauteruccio, propone una performance nella quale, attraverso le possibilità offerte dalle nuove tecnologie digitali del video mapping, del laser e del suono elettronico, generi un forte impatto percettivo per una nuova possibile visione del luogo ed un nuovo senso di appartenenza dei cittadini che assumono qui non più solo un ruolo di spettatori passivi ma diventano protagonisti dell’azione. L’immersione dei corpi nella luce dinamica del laser e del video risponde così alle recenti interrogazioni dell’arte proposta nella sfera pubblica, dove la città diventa essa stessa generatrice di immagini e narrazioni, scardinando quel meccanismo di utilizzazione dei luoghi urbani come meri contenitori passivi di eventi preconfezionati. Un teatro di luce, questa performance, che si manifesta attraverso la danza degli elementi architettonici, la parola portatrice di evocazioni, il suono che diventa vibrazione e geometria viva del monumento continuo il quale, per una notte, muta in monumento temporaneo per celebrare un cortocircuito spazio-temporale.

Domenica 18, alle ore 18, a Lo !uarter, il Festival si concluderà con un grande concerto di Enzo Avitabile con i Bottari di Portico Ensemble. Pur muovendosi in un contesto internazionale, collaborando con artisti pop e rock di tutto il mondo, non rinuncia al patrimonio degli antichi ritmi della sua terra. Sul palco, botti, tini, falci strumenti atipici diretti dal capopattuglia cadenzano antichi ritmi processionali che sono sana trance. Una proposta innovativa in cui fonde il personale sound con la tradizione di questi percussionisti, le cui origini risalgono al Tredicesimo Secolo. Il progetto, nato nel 2004, ha ottenuto quattro nomination al “Bbc Word Music Award”. Avitabile ha vissuto nella ricerca di un suono inedito, non solamente originale, ma vitale ed essenziale. Demolendo ogni sovrastruttura mercantile ed ogni moda. Cantante, compositore e polistrumentista nato a Marianella, quartiere popolare di Napoli nel 1955. Da bambino, Enzo Avitabile ha studiato il sassofono; da adolescente si è esibito nei club napoletani affollati dai clienti americani. Quindi, si è diplomato nella disciplina del flauto al Conservatorio e ha iniziato a collaborare con artisti pop e rock di tutto il mondo, da James Brown a Tina Turner, ma muovendosi sempre sotto un cielo assolutamente personale, mai comune. Gli ingressi sono gratuiti.

Nella foto: Enzo Avitabile ed i Bottari di Portico Ensemble
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