|
S.A.
31 ottobre 2016
Terremoto: tre tecnici sardi in partenza nelle Marche
Si tratta di tre tecnici esperti che hanno già operato in contesti di emergenza. Avranno il compito di fornire supporto alla Regione Marche nelle attività di raccordo tra i Comuni colpiti e la Regione stessa

CAGLIARI - Tecnici della direzione regionale della Protezione civile sono in partenza, su richiesta del Dipartimento nazionale assieme ai colleghi di altre regioni, per Macerata e le zone colpite dal terremoto. «La Regione Sardegna, con il suo sistema di Protezione civile, anche questa volta è pronta a fare la sua parte in stretta collaborazione con il Dipartimento nazionale», afferma l'assessora Donatella Spano.
Si tratta di tre tecnici esperti che hanno già operato in contesti di emergenza. Avranno il compito di fornire supporto alla Regione Marche nelle attività di raccordo tra i Comuni colpiti e la Regione stessa. La disponibilità è richiesta per una durata tra i 15 e i 30 giorni per turno. I tecnici si aggiungono ai volontari farmacisti sardi del sistema di Protezione civile già sul campo.
Commenti
|
|
|
|
|
 |
|
7:44
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano?
Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
|
|
|
 |
|
16:06
Un avvincente viaggio storico-culturale per scoprire peculiarità e segreti di monumenti e templi che hanno scandito la storia sociale e religiosa isolana. L’itinerario farà tappa a Sindia, crocevia tra Marghine e Planargia
|
|
|
 |
|
2/5/2026
Christian Mulas, in qualità di Presidente della Commissione Consiliare Ambiente dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia, denuncia con fermezza una situazione ormai divenuta intollerabile nel compendio di Capo Caccia, uno dei siti naturalistici e turistici più iconici della Sardegna
|
|
|
 |
|
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare
|
|
|
|
|
5 maggio 5 maggio 5 maggio
|