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Mariangela Pala 14 ottobre 2016
Porto Torres: al campo Rom situazione sanitaria precaria
L´ennesima discarica abusiva. L’ennesima vergogna del campo Rom di Ponti Pizzinnu dove ci si imbatte in un cumulo di rifiuti, montagne alte circa due metri, accatastati senza che nel corso degli ultimi mesi, nessuno abbia mai provveduto alla rimozione


PORTO TORRES - L'ennesima discarica abusiva. L’ennesima vergogna del campo Rom di Ponti Pizzinnu dove ci si imbatte in un cumulo di rifiuti, montagne alte circa due metri, accatastati senza che nel corso degli ultimi mesi, nessuno abbia mai provveduto alla rimozione: frigoriferi, copertoni, materassi, sedie e chi più ne ha più ne metta. Per non parlare della gravissima situazione sanitaria e ambientale in cui versano gli stessi residenti nel campo sosta, soprattutto i bambini.

I principali indiziati dello scempio sono i rom che popolano il campo, dal quale entrano ed escono decine di persone non autorizzate per stabilirsi nell’area attrezzata dove vivono attualmente dieci famiglie, circa 35 individui, principalmente bambini e adolescenti che abitano in baracche fatiscenti. Il puzzo è insopportabile, e gli abituali frequentatori della zona, anche quelli di passaggio, sono stanchi della situazione e a gran voce chiedono l'intervento delle autorità, innanzitutto per ripulire l'area e poi per dislocare altrove il campo sosta. Ma lo chiedono anche alcuni membri della stessa comunità rom che si ribellano alla stato di degrado, circondati da immondizia accatastata in ogni angolo del campo, all’ingresso delle piazzuole e sulla strada che porta al vicino cimitero di Ponti Pizzinnu.

Nell’ultima riunione del Comitato di gestione del campo Rom a cui hanno partecipato l’assessore alle politiche sociali, Rosella Nuvoli e i tre rappresentanti rom, Franco Nikolic, Gianni Andekovic e Goran Milanovic, oltre al personale dell’ufficio tecnico comunale, si è discusso sulla possibilità di sostituire le vecchie baracche in legno in strutture amovibili e di demolire quelle ormai disabitate. Mancherebbero le risorse, ma si sa tutto dipende dalla priorità delle scelte politiche. Tuttavia resta il problema della rimozione dell’enorme quantità di rifiuti, grandi isole di spazzatura sparse dappertutto, vere e proprie discariche dove trovano ristoro topi e insetti, divenuti ormai coinquilini della comunità rom.

Materiale plastico, metalli misti, legno trattato e altro, depositati in maniera abusiva tra le abitazioni, rappresentano un pericolo per la salute dei residenti del campo, tanto che alcuni di loro chiedono che vengano individuati e puniti i responsabili della situazione di degrado. «Per colpa di pochi – dicono – non possiamo rimetterci tutti. Vogliamo vivere in maniera dignitosa perché per noi è difficile cercare una sistemazione altrove». Per scongiurare eventuali nuovi incendi i rom chiedono di bonificare le aree interessate e di rendere il campo vivibile in attesa che l’amministrazione individui soluzioni alternative al campo rom. Ed è ora di intervenire, senza rimpalli e ulteriori ritardi, prima che la situazione degeneri sul piano ambientale, igienico-sanitario, della sicurezza stradale e – soprattutto – della serena convivenza sociale.
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