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Mariangela Pala
10 ottobre 2016
Asinara, sull’isola 180 cavalli: al via l’adozione
Sono circa 180 i cavalli che pascolano liberamente sfruttando le risorse di foraggio dell’Asinara, di questi 130 vivono stabilmente nella piana di Fornelli tra Punta Salippi e Punta Barbarossa

PORTO TORRES - Sono circa 180 i cavalli che pascolano liberamente sfruttando le risorse di foraggio dell’Asinara, di questi 130 vivono stabilmente nella piana di Fornelli tra Punta Salippi e Punta Barbarossa. Gli altri occupano l’area centrale dell’isola e più precisamente una ventina sono confinati nella grande tanca di Campu Perdu. Questi cavalli in parte sono in uso al Centro ippico in fase di allevamento e addestramento, altri sono liberi e pascolano tra Stretti e Trabuccato.
Negli ultimi cinque anni si è assistito ad un incremento del numero degli animali passati da 120 a 160 unità e intanto per la scarsità delle piogge si è resa disponibile una minore quantità di erba sui pascoli. Il carico dei cavalli allo stato brado ha, infatti, ridotto la varietà di cibo e creato qualche problema agli ecosistemi vegetali, con conseguente necessità di apportare grandi quantità di foraggio sotto forma di fieno e di mangimi per gli animali deperiti e sottoposti a cure mediche. Gli scontri tra maschi per difendere l’harem durante la riproduzione, nel periodo di maggiore afflusso dei visitatori, provoca frequenti ferimenti con la necessità di ripetuti interventi dei veterinari.
Questo ha comportato un aumento delle spese mediche e di approvvigionamento del cibo. «L’obiettivo del Piano del parco condiviso dall’Ispra è ridurre la popolazione dei cavalli in circa 80 unità, - afferma il presidente del Parco nazionale dell’Asinara, Antonio Diana - attraverso l’adozione dei puledri sotto i tre anni da utilizzare come animali da compagnia», mentre per i rimanenti animali adulti viene proposto un sistema di riduzione della fertilità in particolare delle femmine attraverso l’utilizzo di anticoncezionali. Una pratica per ora attuabile dal consiglio direttivo del parco perché costosa e non ancora autorizzata dal Ministero.
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