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S.A. 6 ottobre 2016
Area Marina: la ricetta di Forza Italia
Durissimo il partito algherese sulla gestione dell´ente, dal tentativo giudicato "fallito" di fusione con il Parco all´attuale incapacità di reperire risorse


ALGHERO - «E’ notizia recente la sonora bocciatura da parte del Ministero dell’Ambiente della proposta (di Mario Bruno e dei suoi compagni) di fusione tra Ente Parco ed Area Marina Protetta. La bocciatura fa seguito ad altro episodio in cui la Commissione di Riserva dell’Area Marina Protetta espresse parere negativo sulla proposta dell’Amministrazione di far nascere un allevamento di ostriche a Porto Conte in piena area marina protetta, con tanti saluti agli ambientalisti di sinistra! Due schiaffi (meritati) che avrebbero tramortito un toro ma non il nostro Mario Bruno, che, con la solita baldanza, incassa, fa finta di niente e continua a straparlare invece di ascoltare i suoi cittadini».

Inizia così la nota di Forza Italia che ritorna sui temi ambientali ricordando di come il partito dell'ex sindaco Marco Tedde e i consiglieri comunali si erano «già espressi a suo tempo chiarendo in dettaglio l’impossibilità giuridica di tale proposta e la sua totale inutilità strategica». Per questo chiedono responsabilità rispetto a certe decisioni: «dovrebbero risponderne agli algheresi gli ambientalisti di maniera, i seguaci dell’ex consigliere regionale Carlo Sechi, fino all'ex sindaco Lobrano e all'attuale sindaco Bruno». «Dovrebbero rispondere delle tante bugie utilizzate, su questo argomento, in campagna elettorale e pervicacemente messe in atto dalle loro Amministrazioni» incalzano gli esponenti azzurri.

Secondo i forzisti «il fatto gravissimo è che in 4 anni, inseguendo “il loro sogno”, di “fusione” hanno prostrato l’Area marina, che ha visto diminuire vistosamente la sua capacità progettuale e con essa la possibilità di intercettare risorse con il conseguente pericolo di perdita del lavoro di giovani collaboratrici e delle loro competenze.» «Oggi, però, è inutile soffermarsi sull'ennesimo errore di pessimi amministratori e di rancorosi personaggi. Se il problema, al momento, è la mancanza di risorse economiche per riavviare l’azione dell’area marina, in attesa delle risorse regionali per l’ambiente annunciate dalla competente assessora, si applichi il principio sostenuto da Forza Italia, e cioè che gli introiti prodotti da beni ambientali siano reinvestiti, almeno in parte, nell'ambiente. Ciò significa, ad esempio, che parte degli introiti derivanti dall'utilizzo della Grotta di Nettuno e, in futuro, dalla Grotta Verde possono essere coerentemente utilizzati per rivitalizzare immediatamente l’Area Marina Protetta» propongono da Forza Italia.

«Vale la pena di ricordare, a questo proposito, che la scheda progettuale per la salvaguardia e il recupero della grotta Verde a funzioni turistiche e culturali, dopo venti anni di colpevole e sciagurata dimenticanza da parte delle Istituzioni competenti (AAST), fu un’iniziativa proposta dall'Amministrazione del Centrodestra e curata dell'Amp Capo Caccia – Isola Piana a cui non contribuì nessun’altra istituzione ambientale. Grazie ad essa si ottennero le risorse economiche per i lavori necessari a restituire agli alla città, e non solo, un bene ambientale straordinario, capace di costituire se ben gestito, un attrattore turistico di primo ordine» concludono.
Commenti
7:44
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16:06
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