|
Mariangela Pala
29 settembre 2016
Tensostruttura Lunardi: deposito di rifiuti attorno al cantiere
Spazzatura di ogni genere abbandonata nello spazio tra la recinzione e il muro che delimita l’area dove sono state riprese le lavorazioni necessarie a completare l’opera avviata dalla società appaltatrice Lakit Srl

PORTO TORRES - Rifiuti abbandonati attorno al cantiere dei lavori per la realizzazione del terminal passeggeri (ex Tensostruttura Lunardi) dello scalo di Porto Torres. Spazzatura di ogni genere abbandonata nello spazio tra la recinzione e il muro che delimita l’area dove sono state riprese le lavorazioni necessarie a completare l’opera avviata dalla società appaltatrice Lakit Srl.
Carta, plastica, bottiglie e addirittura un televisore fanno da cornice al cantiere che sorge di fronte al porto, una zona che dovrebbe diventare il biglietto da visita per chi sbarca dalle navi. Il deposito di rifiuti era stato “scoperto” durante l’ultimo sopralluogo della commissione ambiente presieduta da Giuliano Velluto, avvenuto la settimana scorsa, ma ancora quella immondizia regna nell’area in prossimità della stazione marittima e del Museo del Porto.
|
|
|
|
|
 |
|
7:44
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano?
Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
|
|
|
 |
|
16:06
Un avvincente viaggio storico-culturale per scoprire peculiarità e segreti di monumenti e templi che hanno scandito la storia sociale e religiosa isolana. L’itinerario farà tappa a Sindia, crocevia tra Marghine e Planargia
|
|
|
 |
|
2/5/2026
Christian Mulas, in qualità di Presidente della Commissione Consiliare Ambiente dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia, denuncia con fermezza una situazione ormai divenuta intollerabile nel compendio di Capo Caccia, uno dei siti naturalistici e turistici più iconici della Sardegna
|
|
|
 |
|
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare
|
|
|
|
|
5 maggio 5 maggio 5 maggio
|