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25 marzo 2007
L´intervento di Vittorio Curedda
Di seguito alcuni passaggi dell’intervento conclusivo del candidato sindaco della Coalizione di centrosinistra e sardista

«Oggi siamo qui per rispondere a una domanda semplice: che città vogliamo? Noi vogliamo una città dove chi nasce possa avere un futuro, dove il lavoro non sia un miraggio, dove i nostri ragazzi possano pensare di sposarsi e comprare casa, una città dove gli anziani possano vivere dignitosamente. Una città sicura, con spazi protetti per i bambini e per le loro famiglie, che non dimentichi le fasce deboli, una città attenta alle periferie e alle borgate, una città dove non esistono quartieri di serie A e di serie B. Una città, in definitiva, che appartenga a tutti gli algheresi, una città che tutti gli algheresi possano tornare a chiamare “casa”. Vogliamo una città vivibile, a misura d'uomo, una città dove ai cittadini sia assicurato un contesto di regole certe, che garantiscano un benessere diffuso, all’insegna della legalità e della trasparenza amministrativa».
«L’effetto del malgoverno della vecchia giunta è sotto gli occhi di tutti: siamo testimoni del degrado e della sofferenza, oscurati dalle luci sfavillanti di un fasullo benessere. La prima necessità di questa città è allora essere governata, e essere governata bene. Come è chiaro ed evidente a tutti, oggi siamo davanti a un’emergenza eccezionale: dov'è il piano urbano del traffico? Dov'è il piano del commercio? E il piano regolatore del porto? O il piano di utilizzo dei litorali? Dov’è il piano urbanistico comunale? Nessuno di questi strumenti è stato adottato. E non adottare questi strumenti significa non adottare regole certe a garanzia del buon governo della città».
«I problemi ci sono, e si risolvono solo affrontandoli, adottando regole uguali per tutti, regole la cui assenza da sempre in questa città è sintomo del fallimento di un’amministrazione a perseguire il suo vero mandato, ovvero l’azione nell’interesse di tutti i cittadini, e non di una piccola parte. Quando questo accade siamo nel patologico: confermare un governo che soffre chiaramente di questo tipo di patologie, contagiose e opportuniste, può significare che in futuro potremo trovarci a combattere con malattie più gravi, malattie di cui la cronaca italiana ogni giorno ci dà un ampio spaccato. È per questo che dobbiamo iniziare a governare. E governare significa scegliere, partendo da un’analisi responsabile dei veri problemi. Significa individuare obiettivi chiari, impegnarsi per realizzarli. Ormai non possiamo più stare a guardare: basti pensare che viviamo in un luogo che tutti ci invidiano, e chi lo governa in soli 5 anni è riuscito con grande impegno a trasformarlo in un posto ridotto in gravi condizioni».
«Proprio in questi ultimi anni si è toccato l'apice dell’invivibilità: traffico impazzito, degrado ambientale, disagio giovanile, sofferenza della popolazione anziana: in città oltre 7000 ultra sessantacinquenni ancora aspettano servizi assistenziali adeguati. Davanti a tutto questo noi siamo stati messi a tacere: non solo l’Amministrazione non ha soddisfatto le nostre richieste, ma aggiungendo al danno la beffa, ci ha zittito. Per loro fare politica è una cosa autoreferenziale, mirata solamente all’ottenimento di un falso prestigio, fatto solo di inaugurazioni e festeggiamenti. Ma la politica, ahimé, non si fa tagliando nastri».
«La politica si fa governando, e governare significa prendere decisioni, significa avere il coraggio di assumersi delle responsabilità verso gli elettori. Noi queste responsabilità ce le vogliamo assumere, e ci candidiamo al governo della città con un progetto chiaro: nei primi cento giorni porteremo il Puc, il piano urbanistico comunale, all’attenzione del consiglio comunale. Il piano consentirà di agire direttamente per risolvere i problemi principali di Alghero: Programmazione di politiche rivolte all’edilizia popolare e agevolata, con particolare attenzione verso le giovani coppie e verso i bassi redditi; Risanamento delle aree oggetto di abusivismo; Insediamento della cittadella sanitaria, del polo universitario e della ricerca; Potenziamento dei servizi turistici; Riqualificazione e recupero del centro storico e del porto».
«Sempre per rendere la città più vivibile ci impegniamo anche a presentare un nuovo Piano Urbano del Traffico. E questo significa nuovi parcheggi, perché non possiamo continuare a muoverci in una città dove ai cittadini non resta neanche anche uno spazio dove camminare. Rendere più vivibile la città significa anche utilizzare gli autobus elettrici, oggi, esempio indecente di spreco di denaro pubblico e di incapacità amministrativa, per collegare i quartieri di Sant’Agostino e della Pivarada con il centro storico».
«Governare, abbiamo detto. Ma cosa significa davvero governare? Governare significa scegliere, creare le condizioni per lo sviluppo. Siamo convinti che nel nostro territorio sia possibile una scelta strategica vincente: vogliamo puntare sull'ambiente naturale come il grande motore dello sviluppo di Alghero. La nostra idea è quella di guardare a un sistema complessivo di produzione, nel quale la tutela della risorsa ambientale non sia solo conservazione, ma vera e propria materia prima per turismo e produzioni di qualità. Alghero è conosciuta nel mondo per il suo ambiente naturale, per le sue spiagge, per il suo mare e i suoi prodotti; senza dimenticare vino e olio di altissimo livello. È proprio su questo che dobbiamo puntare: sulla valorizzazione intelligente delle nostre risorse. E questo si tradurrà in nuovi posti di lavoro, in nuove imprese, in una spinta fondamentale per ricerca e innovazione».
«In questa ottica anche il turismo non può che essere di qualità. Allora dobbiamo chiederci come possiamo, attraverso la risorsa ambientale, fornire un prodotto turistico di alta qualità. La nostra offerta è già, per alcuni aspetti, di alta qualità. Ma non basta. L'azione di governo deve favorire la creazione di nuovi prodotti turistici, per accrescere ulteriormente la qualità e destagionalizzare il fenomeno turistico. Fare turismo significa garantire vantaggi alla comunità, assicurando migliori condizioni di vita per tutti. La città è disposta a fare molto per il turismo, ma allo stesso tempo ha anche il diritto di chiedere molto: in termini di occupazione, di qualità della vita e di redistribuzione del reddito. È necessario quindi individuare nuovi prodotti turistici e allargare l'ambito della ricerca verso il territorio più ampio del nord ovest della Sardegna».
«Uno dei nostri punti di forza dell'offerta turistica era il Parco di Porto Conte. Era, perché il parco, fino ad ora, è rimasto solo un logo sul sito internet del comune, uno dei tanti esempi della politica dell’immagine portata avanti dalla ex amministrazione: il parco non esiste se non nel suo oneroso consiglio di amministrazione. Dove sono finiti, ci chiediamo oggi, quelle opportunità per lo sviluppo prospettate nel 2002 dal centrodestra? Dove sono questi nuovi posti di lavoro? Dove sono queste opportunità per lo sviluppo turistico che il parco avrebbe dovuto offrire? Che fine ha fatto la tutela, se nel corso di questi cinque anni c’è stato un incremento vertiginoso e documentabile delle discariche abusive anche e soprattutto nelle zone all’interno del parco? Si sta trasformando un patrimonio di inestimabile valore in un territorio dimenticato: Abbiamo un tesoro tra le mani, e non possiamo lasciarlo morire così. La nostra prima preoccupazione è quella di consegnare questo patrimonio intatto ai nostri figli, e dobbiamo agire immediatamente, se non vogliamo che le generazioni future paghino l’incompetenza di amministratori miopi come quelli attuali».
«Ad Alghero vivono 7000 anziani: rappresentano il 16% della popolazione complessiva. Alla luce di questo dato è chiara la necessità di ripensare radicalmente e rapidamente la sanità e le strutture di accoglienza. Curare e assistere migliaia di anziani implica una revisione delle priorità nei servizi socio assistenziali: oggi finalmente il nostro governo regionale sta lavorando affinché agli algheresi, e specie agli anziani, sia fornito un servizio assistenziale decoroso, e noi, seguendo l’ottica regionale, progetteremo una struttura sanitaria capace di rispondere ai bisogni della nostra città. Dobbiamo pensare ad assistere i nostri anziani nelle loro case, nelle famiglie, perché è lì, tra le mura domestiche, che si trovano i veri valori, la vera assistenza sociale e sanitaria».
«Il nostro programma, è chiaro, ruoterà attorno alle esigenze reali dei cittadini, e promuoverà un nuovo ruolo attivo della cittadinanza nella vita politica della città. Per fare questo promuoveremo il bilancio partecipato, che restituirà la parola direttamente agli algheresi: i cittadini potranno finalmente scegliere come spendere i soldi del bilancio comunale, e decidere tutti insieme, per esempio, se è più urgente pagare qualche viaggio rigenerante a Praga, o se invece ad Alghero abbiamo più bisogno di un nuovo asilo nido, o di una scuola materna. Riallacceremo un rapporto diretto con le persone, un rapporto profondo, costruttivo. Con loro costruiremo il nostro programma, andremo ad incontrare le tante associazioni di volontariato, le categorie produttive, i sindacati. Ci impegniamo inoltre a istituire finalmente la figura del difensore civico, e ci confronteremo regolarmente con i comitati di quartiere, interlocutore primario tra amministrazione e cittadinanza».
«Ma progettare una città a misura di cittadino significa anche individuare da subito le grandi opere pubbliche necessarie. Abbiamo in mente diverse idee: Manutenzione programmata delle infrastrutture e strutture pubbliche cittadine: strade, piazze marciapiedi, edifici pubblici, arredo urbano, specie nei quartieri periferici; Riconversione delle strutture dismesse dell’Aeronautica Militare per la realizzazione di un centro mediterraneo per la protezione civile; Costruzione del palazzetto dello sport polifunzionale; Acquisizione della Ex-Vetreria della pietraia per realizzarvi una struttura per la musica, aperta non solo ai cultori e ai musicisti ma anche ai giovani appassionati; Creazione di uno spazio territoriale coperto da connessione a internet senza fili che consenta a cittadini e turisti l'accesso alla rete a costi contenuti; Creazione del parco urbano di Maria Pia, struttura che servirà sia la cittadinanza algherese che i turisti, e allo stesso tempo sarà di sostegno alle attività del Palazzo dei Congressi che dovrà diventare finalmente attivo».
«La nostra coalizione ha una visione chiara del futuro della città. È naturale, non tutto potrà essere fatto in una legislatura, ma in 5 anni si può fare molto. E noi lo faremo. Ci impegneremo per ridurre il numero incredibile di disoccupati, oltre 16000 donne e uomini di questa città e del territorio limitrofo che ancora cercano un lavoro. Tra di loro molti giovani che hanno il diritto di avere dei sogni. Dobbiamo dare nuove speranze ai nostri ragazzi, sempre più costretti a cercare fuori dalla città il loro futuro, impoverendo la nostra città e anche il nostro, di futuro. E il loro futuro parte dalla formazione e dall’istruzione: dobbiamo restituire alla cultura e alla conoscenza lo spazio che meritano. Lo sviluppo, oggi, non passa esclusivamente attraverso i “materiali pesanti”, ma viaggia di pari passo con la riscoperta di valori identitari forti e sedimentati. E dunque anche la riscoperta dell’identità culturale deve diventare un veicolo di crescita umana, sociale ed economica. Perché una città più colta è anche più moderna, più vivibile, più accogliente».
«In definitiva, è questa la città che vogliamo. Una città che sappia valorizzare il capitale umano, il senso civico, la coesione sociale, in grado di dare a ogni persona uguali opportunità di affermarsi, in base alle capacità, alla creatività, al merito. Vogliamo una città che premia la competenza, l’operosità, l’ingegno, la fatica. Vogliamo una città solidale, che non dimentichi le povertà e il disagio. Alghero è in crisi, è vero, eppure è la nostra città, e ha tutte le carte in regola per diventare la città che noi vogliamo. Per fare questo basta solo una cosa: volerlo».
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