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S.A. 19 settembre 2016
«Giù le mani dalla ferrata del Cabirol»
Sono i Comitati di Borgata di Guardia Grande - Corea, Maristella, Sa Segada - Tanca Farrà ad esaltare quella che definiscono «un´attrazione turistica vera, spettacolare, unica», contro le recenti attenzioni di associazioni ambientaliste


ALGHERO - Centinaia i turisti, stranieri e non che, a settembre inoltrato, raggiungono ancora Capo Caccia per percorrere la via ferrata del Cabirol, percorso escursionistico attrezzato che percorre le pareti rocciose del promontorio a ovest, tra il belvedere della Foradada e le Grotte di Nettuno. Sono i Comitati di Borgata di Guardia Grande - Corea, Maristella, Sa Segada - Tanca Farrà ad esaltare quella che definiscono «un'attrazione turistica vera, spettacolare, unica», contro le recenti attenzioni di associazioni ambientaliste «che, sollevando problemi di sicurezza, hanno evidenziato questioni come "Siamo all'interno di un Parco, è un sito Natura 2000, è un Sito di Interesse Comunitario, è una Zona di Protezione Speciale" e così via» [LEGGI].

«Crediamo innanzitutto che la ferrata del Cabriol sia diventata un'importante attrazione turistica del territorio algherese e non debba in alcun modo essere messa in discussione la sua esistenza. Siamo peraltro convinti che debba senz'altro divenire un percorso sicuro laddove presenti delle lacune in tal senso. Relativamente alle questioni Parco, SIC, Natura 2000 e altri lacci e lacciuli amministrativi che l'essere umano pone in essere, crediamo che, Alghero, non possa privarsi delle sue perle, se fruite con amore e rispetto. Come la via ferrata, anche la scala che porta alle Grotte di Nettuno ricade nello stesso ambiente e dovrebbe quindi essere chiusa?» spiegano dai comitati.

«I visi sorridenti delle persone che si incontrano sul tratto di promontorio mentre si apprestano a percorrere la Ferrata del Cabriol chiedendo informazioni su dove si trovi, diventano di stupore al loro ritorno per la meraviglia del luogo. Questo non ha prezzo, è la linfa che tiene in vita il territorio. Siamo dell'idea che non sia più rimandabile la valorizzare in chiave naturalistico - sportiva di Porto Conte e che ogni piccola rinuncia sia un grave danno, sia per Alghero, sia per la Sardegna intera» concludono.
Commenti
7:44
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
16:06
Un avvincente viaggio storico-culturale per scoprire peculiarità e segreti di monumenti e templi che hanno scandito la storia sociale e religiosa isolana. L’itinerario farà tappa a Sindia, crocevia tra Marghine e Planargia
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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