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Mariangela Pala 19 agosto 2016
Fiumesanto: «disattesi impegni e investimenti»
Il coordinatore regionale di Italia Unica Tore Piana denuncia la situazione della termocentrale elettrica di Fiumesanto. «Disattesi investimenti e impegni sulla termocentrale - dice – del valore di 750 milioni e mille maestranze per 5 anni. La società Eph è assente, nessuno ne parla, le amministrazioni di Sassari e Porto Torres sono assenti e distratte»


PORTO TORRES - Il coordinatore regionale di Italia Unica Tore Piana denuncia la situazione della termocentrale elettrica di Fiumesanto. «Disattesi investimenti e impegni sulla termocentrale - dice – del valore di 750 milioni e mille maestranze per 5 anni. La società Eph è assente, nessuno ne parla, le amministrazioni di Sassari e Porto Torres sono assenti e distratte». Nel triangolo formato dai comuni di Sassari- Alghero e Porto Torres con un bacino di oltre 250 mila abitanti, con porti e aeroporti compresi, «le amministrazioni comunali guardano alla politica del giorno per giorno dimenticandosi dei grandi progetti proiettati nel medio e lungo periodo. Smaltimento rifiuti, smaltimento acque depurate, porto di Porto Torres ma che è del Nord Sardegna, aeroporto, bonifiche, rilancio peso politico del Nord Sardegna, sono gli assi dimenticati da chi oggi amministra i territori, nessuno escluso».

Ma è sulla termocentrale di Fiume Santo che il coordinatore regionale di Italia Unica, intende concentrare l’attenzione. Prima Enel, poi gli spagnoli di Endesa e i tedeschi di E.On ora i cechi di Eph, i passaggi di proprietà della termocentrale, «tutti avvenuti con una contrattazione e armonizzazione delle amministrazioni comunali, eccetto che con l’ultima proprietà il cui passaggio è avvenuto quasi in contemporanea con le nuove elezioni di Sassari e Porto Torres e con interlocuzioni pari a zero , dai 270 dipendenti si è passati agli attuali 190 senza che nessuno battesse ciglio».

Secondo Piana da anni si parla della costruzione del quinto gruppo da 410 mega wat con un investimento di 750 milioni e con mille assunzioni nel cantiere per almeno 5 anni, ci sono tutte le autorizzazioni da quelle ministeriali, a quelle regionali e comunali, «la precedente proprietà la E.On le aveva ottenute tutte, ma con la vendita a Eph spetta ora alla nuova proprietà mantenere gli impegni. Non si viene in Sardegna solo per fare bussines lasciare macerie e scappare via», afferma Tore Piana.

L’esponente di Italia Unica chiede un preciso impegno nell’avvio del 5 gruppo che garantisce la continuità produttiva energetica ma anche lo standard ambientale adeguato e meno inquinamento, ma anche e soprattutto l’investimento di centinaia di milioni e lo sbocco occupazionale di circa mille maestranze per 5 anni (tempo necessario alla costruzione) in un territorio in fortissima crisi occupazionale. Inoltre Piana, ricorda che la termocentrale ricade sul territorio del comune di Sassari mentre buona parte del carbondotto ricade nel territorio del comune di Porto Torres. «Le amministrazioni non hanno fatto assolutamente nulla, addirittura il sindaco di Porto Torres si è sempre dichiarato contrario a tutto, compreso l’uso del carbone. Ci dica almeno quali alternative propone, altrimenti stia zitto», attacca il coordinatore regionale.

«Credo veramente che nel territorio del “Triangolo delle bermuda” Sassari – Alghero e Porto Torres, serva una svolta forte- reale e concreta. Mai nella storia della autonomia sarda il territorio del triangolo è stato cosi arido di idee progettuali e di peso politico sui grandi temi nel medio e lungo periodo», conclude Tore Piana.
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