Oggi nel carcere il consueto appuntamento che si ripete del 2005. Il Cero di San Sebastiano è stato restaurato con un contributo del Comune
SASSARI – È come se fosse rinato, più brillante, adornato a nuovo, con un disegno che vuole rappresentare la voglia di libertà. Il Candeliere dei detenuti, dedicato a San Sebastiano, ha ballato anche quest’anno nel salone dell’auditorium del nuovo carcere di Bancali. Ristrutturato dai volontari del gremio dei Sarti, il candeliere questa mattina è stato portato in spalla da alcuni detenuti che con orgoglio hanno danzato al suono del tamburo. Per alcuni minuti, sotto gli occhi attenti di un pubblico speciale, hanno vissuto l'emozione della Faradda e, con l’inchino del candeliere al simulacro della Vergine, per gli otto portatori è stato come sciogliere il voto.
Il sindaco ha donato loro le medaglie, un gesto che il primo cittadino fa durante la discesa con i portatori dei Candelieri. «Questa – ha detto Nicola Sanna – è la terza manifestazione importante, dopo i mini e i medi candelieri, che ci avvicina alla Festha Manna. La città sta crescendo e con lei la consapevolezza che la Faradda è patrimonio dell'umanità». Il candeliere dei detenuti ha ritrovato quindi nuova vita, grazie a un contributo del Comune, all’azione dell’Intergremio e al lavoro dei gremianti dei Sarti che sono intervenuti in accordo con la direzione del penitenziario sassarese, Patrizia Incollu, e al garante delle persone private della libertà, Mario Dossoni.
Dal 2005, anno della sua realizzazione, il cero aveva bisogno di essere restaurato. Il tronco, infatti, presentava numerose fratture, così come il capitello. È stato quindi messo in sicurezza, riverniciato e sul tronco sono state dipinte anche una croce con delle ali, «quasi queste volessero rappresentare – ha spiegato Gianfranco La Robina che da volontario, in questi mesi di preparazione, ha seguito i detenuti insegnando loro i "segreti" dei portatori – un alleggerimento del peso della pena ancora da scontare e a simboleggiare la speranza di ottenere al più presto la libertà». A fare gli onori di casa è stato don Gaetano Galia, cappellano del carcere, che ha ringraziato quanti si sono adoperati per la riuscita dalla manifestazione tra le mura dell’istituto di pena. «È una manifestazione religiosa – ha detto – e in ciascuno di noi ha la sua spiritualità, fede e tradizione».
E di tradizione ha parlato Sandra Cabras, comandante di reparto, che ha portato i saluti della direttrice Patrizia Incollu impegnata a Tempio con il sottosegretario del ministero alla Giustizia. «È un appuntamento questo arrivato all'undicesima edizione – ha detto – e diventa ogni hanno una tradizione». Il presidente dell’Intergremio Salvatore Spada ha quindi voluto ricordare l'importanza dei gremi. «Questa è una manifestazione alla quale teniamo – ha detto –, è il momento in cui la città va a trovare un'altra parte della città in difficoltà. Ci teniamo perché vogliamo che i valori vengano sempre ricordati».
Padre Salvatore Morittu, che ha portato i saluti dell'arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei impossibilitato a presenziare, ha sottolineato come, attraverso il comune impegno e il lavoro comune, sia possibile realizzare gli obiettivi. A suonare le canzoni sassaresi ci ha pensato il gruppo “Sassari Vecciu” che ha proposto Sassari, l'Argentiera, l'Eba di lu '65 e Li Candareri. Il Candeliere di San Sebastiano il 13 agosto sarà in piazza del Comune, dove potrà ballare in occasione della consegna dei premi dei Candelieri d’oro, d’argento, di bronzo e d’oro speciale. Prima dei saluti, il primo cittadino e l'assessora alla Cultura Raffella Sau hanno consegnato una targa celebrativa al comandante del carcere. Alla manifestazione era presente la giunta comunale al completo, alcuni consiglieri comunali e numerose autorità civili e militari.
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