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M.P. 10 maggio 2016
Porto Torres, processo Darsena Veleni: nuovo rinvio
Il processo sulla “darsena dei veleni” di Porto Torres subisce un nuovo rinvio. Una vicenda che vede otto dirigenti Syndial accusati di disastro ambientale


PORTO TORRES - Il processo sulla “darsena dei veleni” di Porto Torres subisce un nuovo rinvio. Una vicenda che vede otto dirigenti Syndial accusati di disastro ambientale. In programma questa mattina l’udienza che prevedeva la requisitoria dell’accusa ma lo stesso pm Emanuela Greco, con un’esposizione durata due ore, ha chiesto l’acquisizione di nuova documentazione. Così il giudice Antonello Spano si è riservato di decidere, rinviando tutto al 15 giugno. Il processo si svolge con rito abbreviato, per cui si celebra allo stato degli atti, sulla base dei risultati delle indagini preliminari.

Il pm ha sollecitato che siano inseriti agli atti un lungo elenco di documenti che riguardano conferenze di servizi, ordinanze sindacali del comune di Porto Torres, disposizioni ministeriali, estratti dello studio Sentieri sui siti inquinati di interesse nazionale. Una richiesta contro la quale si sono opposti gli avvocati della difesa, presenti in aula assieme a tutti gli imputati: Alberto Chiarini, Francesco Papate, Oscar Cappellazzo, Gian Antonio Saggese, Francesco Leone, Daniele Ferrari, Paolo Zuccarini e Daniele Rancati.

L’accusa è quella di “non aver adottato le opportune cautele” e aver “cagionato un disastro ambientale per lo sversamento in mare di sostanze inquinanti”. La difesa, che ha replicato con un intervento durato circa tre ore, sostiene che la richiesta del pm sia da respingere per vari motivi: snaturerebbe il rito abbreviato; il pm non ha evidenziato gli elementi di necessità che giustificano l’acquisizione agli atti di nuovi elementi; buona parte dei documenti richiesti sarebbero già inclusi nel fascicolo processuale. Il tutto rimandato al 15 giugno quando si conoscerà la decisione del giudice: se rigetterà la richiesta il processo entrerà subito nella fase di discussione. Altrimenti la difesa chiederà ulteriore tempo per analizzare la nuova documentazione.
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