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A.B. 30 aprile 2016
A Sassari, per una sanità universale e globale
In programma lunedì pomeriggio, nella sala conferenze dei Vigili urbani, un incontro-dibattito per un confronto sulla riforma del sistema sanitario


SASSARI - Un'iniziativa che apra un confronto sulla situazione attuale e futura della sanità nel nord Sardegna in relazione alla proposta di legge in discussione in Consiglio Regionale, che prevede la riforma del servizio sanitario regionale e della rete ospedaliera. E' l'incontro-dibattito “Per una Sanità universale e solidale”, in programma lunedì 2 maggio, alle ore 17.30, nella sala conferenze del Comando dei Vigili Urbani di Sassari, in Via Carlo Felice. L’iniziativa, voluta dalle forze politiche e sociali del territorio, è aperta a tutta la cittadinanza. «La riforma del servizio sanitario regionale - affermano dal comitato organizzatore dell'incontro - sta per approdare in Consiglio Regionale e le scelte che verranno effettuate avranno un impatto non solo sulla qualità dell’assistenza che i cittadini di questo territorio potranno ricevere, ma anche sulle prospettive di sviluppo dei prossimi anni».

I progetti attualmente in discussione non sembrano certamente favorire la Sardegna del nord-ovest che, pur avendo un bacino d’utenza di oltre 335mila abitanti, non ottiene nella suddivisione dei servizi e delle strutture sanitarie ciò che ci si potrebbe aspettare da un calcolo proporzionale. L'esempio che il comitato porta si basa sulla popolazione e la suddivisione dei posti letto. Infatti, il nord-ovest della Sardegna, «pur rappresentando il 20,1percento della popolazione regionale, vede assegnati il 18,9percento dei posti letto ospedalieri, mentre il sud-est della Sardegna, che rappresenta il 33,9per cento della popolazione, otterrebbe il 42,5per cento dei posti letto. L’azienda ospedaliera di Sassari, che viene riconosciuta come hub per il nord Sardegna, in realtà non rivestirebbe tale ruolo nelle reti di alcune specialità fondamentali, in particolare per la traumatologia, la pediatria, l’oncologia, la terapia del dolore, oltreché per le reti dei trapianti e delle malattie rare con tutti i danni conseguenti che una scelta del genere comporterebbe», spiegano ancora.

«Alcune specialità mediche necessarie a qualificare l’offerta di servizi e indispensabili per garantire competitività alla nostra Università nel campo formativo, non vengono previste per la nostra realtà territoriale. Anche nella distribuzione dei presidi ospedalieri di I livello e dei servizi sanitari territoriali esistono delle incongruenze difficilmente giustificabili. Il nostro territorio ha il diritto di rivendicare il ruolo, svolto storicamente, di secondo polo sanitario regionale e per queste ragioni è pronto ad una mobilitazione dei cittadini e di tutte le forze politiche e sindacali che chiedono che vengano evitate scelte ingiustamente penalizzanti per il Sassarese e che sia garantito maggior equilibrio nella distribuzione dei servizi sanitari e nell’assegnazione delle relative risorse», concludono gli organizzatori dell'incontro in programma lunedì.
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