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Attilio Dedoni
28 aprile 2016
L'opinione di Attilio Dedoni
Non esiste solo il Mater Olbia
La visita del presidente Pigliaru e dell’assessore Arru al cantiere del futuro ospedale Mater Olbia sarebbe da accogliere positivamente se rappresentasse un improvviso ravvedimento e un cambio di indirizzo da parte del Governo regionale nei confronti della sanità privata sarda, settore mai penalizzato come nell’attuale legislatura. Purtroppo così non è, allora non resta che rammaricarsi per tutti quei centri privati di assoluta eccellenza che operano nell’Isola, in qualche caso anche da decenni, e che continuano a non godere, da parte della Regione, dello stesso interesse che viene rivolto al progetto della Qatar Foundation Endowment.
Sarebbe lecito che Pigliaru e Arru si recassero in visita anche nelle altre strutture sanitarie private sparse per la Sardegna, per rendersi conto di quale contributo esse diano al sistema sanitario isolano, oltre che per fornire rassicurazioni sul fatto che l’apertura del Mater Olbia non porterà a una disparità di trattamento nei confronti delle diverse realtà della sanità privata. Presidente e Assessore potrebbero recarsi, ad esempio, all’Istituto Santa Maria Bambina di Oristano, per verificare di persona il livello di eccellenza garantito dal reparto di neuroriabilitazione, che si è visto portare via i quattordici posti letto in vista dell’apertura del nuovo reparto del San Martino di Oristano, del quale esistono solo le opere murarie, e dell’accreditamento di quello del Mater Olbia, ancora tutto da realizzare.
In entrambi i casi, non è dato neppure immaginare quando i posti letto saranno disponibili e per quanto tempo ancora l’intera Sardegna dovrà farsi bastare i soli sei posti del Brotzu di Cagliari. L’impressione che si ha da parte della Giunta regionale è che alla clinica qatariota si intenda riservare una posizione pressoché monopolistica nella sanità privata isolana, con gli altri centri che si troveranno a doversi accontentare delle briciole. Il tutto, in barba al fatto che questi ultimi garantiscono affidabilità ed efficienza, impiegano personale locale e contribuiscono allo sviluppo economico dell’Isola. Una crisi della sanità privata avrebbe, sul tessuto sociale ed economico sardo, delle ripercussioni devastanti che l’apertura del Mater Olbia non potrebbe in alcun modo compensare.
*capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale
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