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Raffaele Cadinu
7 marzo 2016
L'opinione di Raffaele Cadinu
Scuse a Torre sul Parco degli errori
Porgendo le scuse indiscutibilmente dovute, devo anche io però precisare quanto segue: la presenza del Dott. Antonio Torre in due CDA del Parco da me puntualizzata, non è stata fatta a vanvera ma l’ho dedotta da quanto risulta proprio nel sito istituzionale del Parco di Porto Conte, e precisamente dalla pubblicazione dell’elenco dei vari consigli di amministrazione succedutisi, come chiunque può ancora verificare, pertanto occorrerebbe correggerla; l’errore che ho commesso deriva infatti dall’aver considerato attendibile il sito istituzionale che per norma deve essere coerente con quanto stabilito dalla L. 33/2013 c.d. anticorruzione, pertanto dopo la precisazione del Dott. Antonio Torre è chiaro che lo stesso non poteva essere nel consiglio di amministrazione durante la presidenza dell’Avv. Francesco Sasso quindi non era in carica quando è stata redatta la convenzione per l’affidamento del Piano del Parco, ma solo durante quella del Dott. Lubrano.
Non ho però mai affermato che era consigliere durante la Presidenza Usai; e non ho mai affermato e nemmeno pensato che il Dott. Antonio Torre abbia commesso un reato facendo il collaboratore del Parco Geominerario della Sardegna, che a mio modesto avviso, benché riconosciuto dall’Unesco, tale Ente rimane comunque un carrozzone politico oramai noto anche alle cronache giudiziarie. Infine ciò che volevo sollevare è il dubbio sulla presenza di una porzione del Parco Geominerario nel nostro territorio, e specificatamente a Capocaccia. La domanda è semplice: quali aree minerarie dismesse ci sono a Capo Caccia? e per quale motivo scientifico è stato incluso il promontorio di Capocaccia nel Parco Geominerario, posto che lo scopo primario di tale istituzione è quello di bonificare i siti minerari e stabilizzare i lavoratori socialmente utili delle aree minerarie dismesse? Non essendovi miniere dismesse non ha logica ne motivazione scientifica sottoporre a tali vincoli un’area già ampiamente e variatamente tutelata per motivi più nobili e valenti.
E per quale altro motivo, nel Piano del Parco la gestione delle grotte ipogeiche è attribuita al Parco di Porto Conte, così come già reclamato con la delibera del C.D. n° 25 del 17 aprile 2014 con presidente Dott. Lubrano? Non è che il Parco Geominerario, in collaborazione “scientifica” con il Parco di Porto Conte abbia nei propri progetti anche l’idea di gestire “scientificamente” le Grotte di Nettuno e quindi gestire gli ingenti introiti al posto della Fondazione Meta e quindi del Comune di Alghero?. Infine ripeto più correttamente la domanda già posta: per quale motivo si vogliono nominare altri “esperti” su base regionale, quando con la delibera n° 30 del Consiglio Direttivo del 13 giugno 2013, con Dott. Lubrano Presidente, è stata richiesta solo la nomina della Consulta del Parco dimenticandosi del Comitato Scientifico, entrambi ad oggi comunque mai costituiti benché organi previsti dalla Legge Istitutiva e dallo Statuto propedeuticamente necessari anche per l’approvazione del Piano del Parco?
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