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Sassari NewsnotizienuoroAmbienteAmbiente › Lavoratori Ottana Esposti Amianto. «Poniamo fine ad un´ingiustizia»
S.A. 19 gennaio 2016
Lavoratori Ottana Esposti Amianto
«Poniamo fine ad un´ingiustizia»
Iniziativa autoconvocata dagli ex lavoratori degli impianti chimici di Ottana, dismessi dalla fine degli anni ´90, che chiedono interventi urgenti per affrontare la grave emergenza delle patologie e dei decessi dovuti alla esposizione all´amianto, che si stanno verificando purtroppo nei paesi di provenienza dei lavoratori del sito industriale


OTTANA - «Poniamo fine a un'ingiustizia che dura da decenni: a Ottana l'incontro il 23 gennaio, ore 10, per chiedere l'immediato riconoscimento dei diritti alla sorveglianza sanitaria gratuita e dei benefici previdenziali, finora assurdamente negati ai lavoratori ex esposti amianto del sito industriale di Ottana». Questo l'invito degli organizzatori dell'incontro in programma nel fine settimana, nel Centro Polifunzionale in Via Via Emilio Lussu.

L'obiettivo è l'immediato riconoscimento del diritto alla sorveglianza sanitaria gratuita e dei benefici previdenziali di legge per migliaia di lavoratori «finora esclusi per precise responsabilità e colpevoli negligenze del “sistema Eni” e delle stesse Istituzioni». Parteciperanno anche l’Associazione Italiana Esposti Amianto AIEA, con il vice presidente Nazionale Mario Murgia e la presidente regionale Sabina Contu.

Saranno presenti lavoratori ed ex lavoratori provenienti da diversi comuni della Sardegna centrale: «vogliamo denunciare con forza di fronte all'opinione pubblica e ai responsabili delle Istituzioni sarde che stiamo assistendo al moltiplicarsi di patologie gravissime e di morti fra quanti, per decenni, hanno lavorato nel sito industriale di Ottana. Qui le autorità di competenza hanno negato la presenza di amianto, che invece, come un micidiale killer a tempo, sta mietendo vittime fra persone ancora giovani o appena giunte all'età della pensione!».

«Chiediamo, infatti, che venga posta fine al trattamento, ingiusto e discriminatorio, che ha escluso i lavoratori di Ottana dai diritti sanciti dalla legge 257 del 1992, che, vietando l'utilizzo dell'amianto in qualsiasi forma, ha imposto gli obblighi di sorveglianza sanitaria e il diritto ai benefici previdenziali. Ottana è infatti, l'unica realtà del gruppo ENI a subire questa assurda discriminazione! Mentre per i lavoratori di Marghera, Brindisi e Ravenna, tutte aziende del gruppo ENI, il riconoscimento è arrivato».
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