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S.A.
1 dicembre 2015
Ryanair, universitari svegliano istituzioni
La fuga di Ryanair dagli aeroporti di Alghero e Cagliari fa preoccupare anche gli studenti dell´Università di Sassari che in una nota sottolineano «la grossa perdita per la Sardegna in termini economici, sociali e di sviluppo in generale»

ALGHERO - La fuga di Ryanair dagli aeroporti di Alghero e Cagliari fa preoccupare anche gli studenti dell'Università di Sassari che in una nota sottolineano «la grossa perdita per la Sardegna in termini economici, sociali e di sviluppo in generale, senza dimenticare l'ulteriore carenza di alternative di accesso agevolato alla nostra terra, come nel caso delle tariffe proibitive per il trasporto marittimo». «La fitta rete di collegamenti nazionali ed europei creata attraverso le compagnie low cost è strumento di libertà per migliaia di giovani; risponde alle loro necessità e al diritto di mobilità, fatto di non secondaria importanza, visto che il trend delle immatricolazioni, per diversi e già denunciati motivi riguardanti il Diritto allo Studio, è in notevole calo in tutta Italia ed in Sardegna in particolare».
«La nostra insularità ci pone in una posizione di svantaggio rispetto agli studenti delle altre regioni per la mancanza di una struttura logistica e strategica tesa a fornire strumenti di continuità territoriale che lo Stato non riesce a garantire; negli anni questi vettori hanno attutito al vuoto di collegamenti ed incentivato i movimenti in entrata ed in uscita» spiega la nota a firma del Consiglio degli studenti. «Oltretutto, da tradizione, il nostro Ateneo, con forza e lungimiranza, ha investito nei programmi di mobilità internazionale ottenendo brillanti risultati, certificati anche dai
dati relativi ai progetti Erasmus ed Ulisse, che negli ultimi sette anni hanno registrato un significativo e costante aumento del numero degli studenti e tirocinanti in entrata ed in uscita».
E concludono con un appello alle istituzioni: «Tali scambi sono occasione di formazione, crescita personale e professionale, confronto con il resto del mondo, un arricchimento per le generazioni che rappresenteranno una risorsa per la nostra terra, non solo un'occasione per andare ma un'occasione per poi ritornare. Considerato quanto sopra citato, è auspicabile che le istituzioni preposte mostrino sensibilità anche nei nostri confronti e verso le nostre esigenze, attuando strategie che salvaguardino la nostra posizione, impedendo la chiusura di un importante collegamento con il resto del mondo e che queste si attivino nell'implementazione del numero dei collegamenti tra la Sardegna e il resto dell'Italia e dell'Europa».
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