Dieci voli mancano all'appello per la prossima estate nel silenzio della politica regionale ma soprattutto degli operatori turistici locali. Le parole dell'assessore Deiana non rassicurano sulle trattative in corso con la prima compagnia low cost d'Europa
ALGHERO - Traballa il sodalizio lungo 15 anni tra Ryanair e l'Aeroporto di Alghero, e con lui 10 dei voli che facevano parte della programmazione estiva della compagnia low-cost irlandese sul Riviera del corallo fino all'estate 2014. L'allarme apparso alcuni giorni fa sul
Quotidiano di Alghero è passato in sordina ma adesso la situazione inizia a complicarsi [
LEGGI]. Non una parola dagli amministratori, dai consiglieri regionali del territorio, nè soprattutto dagli operatori turistici locali, più impegnati a dare battaglia sull'aumento di 50 centesimi dell'imposta di soggiorno (a carico dei visitatori). Sia chiaro: ogni categoria fa la mobilitazione che crede, ma qua il rischio è che si perdano proprio i turisti. A migliaia.
Una prospettiva che se dovesse avverarsi sarebbe una catastrofe per Alghero e il nord ovest della Sardegna, un salto indietro di decenni, una battaglia - questa sì - su cui il territorio deve presentarsi preparato e unito per scongiurare un pericolo reale e ravvicinato. Le parole dell'assessore regionale dei Trasporti Massimo Deiana, contattato al telefono da
Alguer.it non rassicurano sulle interlocuzioni tra Ryanair e la Regione, unica proprietaria dello scalo su cui ha aperto nei mesi scorsi una procedura di privatizzazione [
LEGGI]: «intanto Ryanair come sempre non ci ha premurato di farci sapere e ora stiamo cercando di verificare la fattibilità e il sostegno per questa tipologia di traffico, l'operazione non è semplice».
La paura è ricadere nelle procedure di infrazione dell'Unione Europea che ha già colpito l'Aeroporto di Alghero per presunti aiuti di stato con la legge 10 del 2010 per il finanziamento dei low cost nell'isola [
LEGGI]. «Serve un cambio di passo e mentalità da parte di tutti i player: c'è qualcosa che non funziona più in questo mercato, ci sono regole e vanno rispettate» puntualizza Deiana. Poi la frase gli sfugge durante la conversazione: «non ci possono tirare il collo». «D'altronde - prosegue - quelle dieci rotte farebbero gola a tante altre compagnie». Sarà così e infatti il numero delle compagnie aeree nel Riviera del corallo negli ultimi anni è cresciuto ma è Ryanair a farla da padrona sui collegamenti nazionali e soprattutto su quelli internazionali. Anche a Cagliari seppur con un'incidenza minore mancano all'appello diversi voli.
Le linee guida dell'Unione Europea del 2014 per incentivare l’avviamento e lo sviluppo di rotte aeree non consentono di usare soluzioni anche solo similari rispetto a quelle adottate fino al 2013, di fatto impedendo le politiche di co-marketing attuate in passato dalla Regione Sardegna. L'assessore è chiaro sul fatto che il sistema è in evoluzione e va inquadrato su normative da rispettare, ma il tempo passa e le misure annunciate non arrivano. Archiviato il passato non decolla il futuro, con la Sogeaal (società che gestisce lo scalo algherese) che è riuscita a mantenere tutte le rotte per due anni fino al marzo 2016; sul dopo restano solo le incognite.
Nella foto: l'assessore ai Trasporti della Regione sardegna, Massimo Deiana