Ieri i volontari che hanno bonificato l´area dove sorge la storica fonte, hanno festeggiato il primo anniversario dalla riscoperta del monumento simbolo delle gite fuori porta degli algheresi
ALGHERO - Ritorno al Cantar un anno dopo. I volontari che hanno contribuito alla riscoperta del monumento dimenticato, ieri hanno festeggiato il primo anniversario della nuova vita della storica fonte, da decenni anni seppellita sotto una coltre di vegetazione. Il 30 ottobre dello scorso anno, due associazioni, l’Alba e il Gruppo Speleologico Algherese, hanno intrapreso, in regime di volontariato, un difficoltoso intervento per restituire alla memoria della collettività, un luogo simbolo per le gite fuori porta degli algheresi. E ieri, come un anno fa, si sono ritrovati al Cantar, a brindare insieme per aver raggiunto l’obbiettivo di salvare l’antica sorgente dall’oblio. Da quel giorno, ogni fine settimana, hanno lavorato instancabilmente per ripulire l’area dalle sterpaglie che l’avevano cancellata dalle menti di tutti. A lavoro ultimato il Comune aveva riconosciuto il merito dei volontari, accogliendo la richiesta di inserire il Cantar nel circuito di Monumenti Aperti. Sono centinaia le persone, tornate nella grotta di pietra, per riassaporare i tempi ormai andati. Circa cinquecento hanno lasciato la loro firma ricordo con un messaggio di apprezzamento per il lavoro svolto, nel libro-diario del Cantar. Anche ora che il Comune ha deciso di interessarsi della salvaguardia di questo monumento, i volontari continuano a coccolarlo come una loro creatura. Per tutta l’estate hanno curato l’area, dove sono state messe a dimora diverse essenze. Si alternavano per innaffiare le piante e tenere in ordine il parco che sta nascendo con pochi mezzi e tanto entusiasmo. Le associazioni che si sono formalmente proposte per adottare il monumento e provvedere alla custodia del sito in forma del tutto volontaria, stanno osservando attentamente i passi dell’amministrazione comunale. Avevano chiesto un aiuto finanziario per provvedere all’impermeabilizzazione della volta, che rischia di crollare. Hanno ottenuto un progetto di riqualificazione dell’intera area per cui il Comune ha chiesto alla Regione un contributo finanziario di 225mila euro. «Talvolta il termine riqualificazione può dare adito a molte interpretazioni. Vigileremo perché questo sito mantenga le sue caratteristiche e non vengano dispersi i sacrifici di coloro che hanno lavorato per riportare alla luce questo luogo», hanno promesso ieri i volontari tra un brindisi e l’altro.
nella foto "lo zoccolo duro" i volontari che hanno contribuito alla riscoperta del monumento dimenticato
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