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A.B. 16 ottobre 2015
Fondi regionali per l´ambiente: c´è anche Capo Caccia
Stanziati dalla Giunta Regionale 150mila euro per la difesa del patrimonio faunistico e 100mila per le Aree Marine Protette isolane


ALGHERO – Oggi (venerdì), la Giunta Regionale ha deliberato lo stanziamento di 150mila euro per assicurare la salvaguardia della fauna selvatica ferita o in difficoltà e, in particolare, le attività di soccorso, recupero, trasporto, riabilitazione e rilascio. L’assessore regionale Donatella Spano, ricordando che sono operanti in Sardegna due centri regionali di recupero situati a Monastir ed a Bonassai e gestiti dall’Ente Foreste della Sardegna ed i centri provinciali di primo soccorso aperti 24 ore su 24, festivi compresi (fatta eccezione per la Provincia di Nuoro, che non ha ancora attivato il proprio centro).

«Abbiamo un patrimonio faunistico di rilievo tutelato da norme di rango comunitario e internazionale. I risultati in termini di successi terapeutici e riabilitativi, quando le distanze e i tempi per il trasporto sono limitati, motivano la scelta di proseguire le attività nei Centri», ha affermato la titolare dell’Ambiente, specificando che occorre assicurare interventi capillari di soccorso, recupero e riabilitazione anche alla fauna marina (tartarughe e mammiferi marini), trattandosi di specie fortemente minacciate nel Mediterraneo, di cui alcune al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane. Gli stanziamenti saranno divisi, per il 60percento della somma tra le Province e per il restante 40percento tra i soggetti della Rete regionale formata dalle aree marine protette e dai parchi. Per il funzionamento dei Centri di primo soccorso della fauna selvatica terrestre, ferita o in difficoltà, sono destinati 90mila euro, ripartiti in parti uguali (quasi 13mila euro) tra le Province, con esclusione di quella di Nuoro, che dispone di residui degli anni precedenti per poter attivare il Centro.

Per le operazioni di soccorso, recupero e rilascio della fauna marina, previste in un protocollo del 2009, è stanziata la quota restante di 60mila euro, divisa in sette parti uguali (circa 8500euro) tra i soggetti della Rete regionale per la conservazione della fauna marina formata dalle cinque Aree Marine Protette Isola dell'Asinara, Capo Caccia-Isola Piana, Capo Carbonara, Tavolara-Punta Coda Cavallo, Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre, dal Parco nazionale di La Maddalena e dal Comune di Pula. Inoltre, sempre oggi, la Giunta ha deliberato 100mila euro per le aree marine protette della Sardegna come sostegno per gli oneri derivanti dalla gestione dei Siti di interesse comunitario marini e per favorire la creazione di una rete tra le stesse aree. Le risorse sono ripartite equamente, per 20mila euro, tra le cinque aree: Isola dell’Asinara, Capo Caccia–Isola Piana, Capo Carbonara, Tavolara–Punta Coda Cavallo e Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre.
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