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Pierpaola Pisanu
20 ottobre 2006
Parte da Alghero la maratona di letture nelle carceri sarde
Ieri pomeriggio, per iniziativa dell’assessorato regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali, la biblioteca dell´istituto penitenziario di via Vittorio Emanuele ha ospitato la manifestazione “La lettura libera”. Ospite lo scrittore genovese Bruno Morchio

ALGHERO - Volare oltre le sbarre attraverso la lettura. Quanto di più noioso viene considerato nel vivere comune, nel mondo dei reclusi, sazia invece quel intimo bisogno di non perdere il contatto con il mondo esterno. Ed è forse per questo che mentre i libri perdono quota nella cosiddetta società civile, nella popolazione carceraria diventano il pane quotidiano. Racconti, poesie, romanzi. Vengono divorati dai detenuti che trovano tra quelle righe le risposte alla loro condizione. Liber, non solo nel senso di libro, ma anche di libero. Per assaporare quella particolare sensazione di sfuggire dalla propria realtà e di “evadere” dalla prigione interiore, per vivere la vita che di volta in volta l’autore ti offre. Il potere educativo della lettura è stato fortemente sperimentato nelle carceri e l’hanno confermato ieri pomeriggio i detenuti, protagonisti della maratona di letteratura, iniziata nel penitenziario di Alghero e che farà tappa nei prossimi giorni negli istituti di Sassari, Quartucciu e Isili grazie ad un’iniziativa dell’assessorato regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali, che si inserisce tra le manifestazioni che arricchiscono il progetto nazionale “Ottobre, piovono libri. I luoghi della lettura”, promosso dal ministero per i Beni e le Attività culturali e l’Istituto per il libro. Dopo l’introduzione del direttore del penitenziario Francesco Gigante e del responsabile dell’area socio-educativa Gianpaolo Cassitta, ciascuno ha scelto liberamente un brano tratto da un volume che gli è rimasto particolarmente impresso e l’ha condiviso con il pubblico presente, mostrando al mondo che c’è fuori, una grande sensibilità. C’è chi ha declamato poesie, chi ha letto stralci di romanzi, chi invece ha optato per i racconti. Dai classici ai contemporanei, passando dall’italiano all’arabo, dal francese al catalano di Alghero, fino al campidanese. Ogni detenuto si è espresso nella propria lingua. Particolarmente toccante la lettura di alcuni passaggi del libro “Se questo è un uomo” da parte di un giovane detenuto: «Scusate se mi sono dilungato ma non sono riuscito a scegliere un piccolo brano, perché questo romanzo è tutto importante», ha confidato alla platea, visibilmente colpito dalla tragedia della Shoà narrata da Primo Levi. Il pomeriggio dedicato alla libera lettura è stato intervallato da momenti musicali curati dalla cantante Lia Ruggiu e dal chitarrista Gigi Eletti. Ospite lo scrittore genovese di noir, Bruno Morchio, padre del personaggio Bacci Pagano, un detective profondamente segnato dall’ingiustizia, subita in gioventù, di aver perso cinque anni della sua vita in carcere perché accusato di essere un brigatista. La serata si è chiusa con un buffet battezzato “Leggo, quindi mangio”, ispirato ai libri di Vàsquez Montalbàn e allestito dai detenuti che frequentano i corsi della Scuola alberghiera di Alghero.
nella foto Gianpaolo Cassitta e lo scrittore Bruno Morchio
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