|
Sergio Ortu
7 ottobre 2003
"Cinghiali del Parco", parola al Presidente Camerada
"Non dobbiamo dimenticarci che ci troviamo in un area faunistica protetta e come tale sarebbe paradossale autorizzare l’abbattimento degli animali"

Il problema dell’aumento sconsiderato di cinghiali nella Riserva protetta di Porto Conte e il conseguente disagio sofferto dagli imprenditori agricoli di Maristella e dei poderi limitrofi al Parco che vedono i loro campi continuamente devastati, rappresentano una vertenza di non facile soluzione. A sostenerlo è il presidente del Parco di Porto Conte Antonio Camerada che, chiamato in causa dagli abitanti di Maristella e dagli agricoltori delle diverse zone appoderate vicine alla riserva naturale, interviene sull’argomento spiegando che la caccia controllata è una soluzione per risolvere il problema assolutamente impraticabile. “Non dobbiamo dimenticarci-precisa Camerada- che ci troviamo in un area faunistica protetta e come tale sarebbe paradossale autorizzare l’abbattimento di animali della Riserva. La caccia controllata è una chimera che non so chi abbia messo in giro!La risoluzione del problema va ricercato in altro modo”. Innanzitutto viene evidenziato che l’Ente Parco è si gestore assoluto della Riserva, ma sul patrimonio faunistico e floristico è sovrana la Regione Sardegna, ovvero l’assessorato all’Ambiente, che non si sognerebbe mai di autorizzare una carneficina di cinghiali. “La procedura corretta, anche se laboriosa per affrontare la vertenza -spiega il presidente Camerada- prevede un censimento dell’intera comunità di cinghiali e il loro possibile sviluppo. Dopodiché si dovrebbe predisporre, se i capi fossero troppi, il loro trasferimento in altre aree meno popolate o in altre riserve.” L’attività di censimento potrebbe essere effettuata dall’Ente Parco ma occorrono uomini, mezzi e soprattutto finanziamenti che in questo momento non ci sono. “Fino a quando non verrà approvato il bilancio-sottolinea Camerada- l’Ente Parco e quindi il consiglio d’amministrazione da me presieduto, è assolutamente impotente ad intraprendere alcuna iniziativa.” Non essendoci inoltre un’adeguata recinzione dell’area parco la dispersione animale è totale. “Certo- conclude il numero uno del Parco di Porto Conte- si potrebbero creare del zone di approvvigionamento di cibo e acqua, visto che ciò che determina la calata dei cinghiali è la penuria di alimento nel territorio della Riserva, ma non avendo la capacità finanziaria di nemmeno un euro anche tale soluzione, al momento, è difficilmente attuabile.” Per gli abitanti delle borgate agrarie dunque, la soluzione ai loro problemi è ancora lontana. Dall’Ente Parco comunque assicurano che il problema è tenuto in seria considerazione e appena possibile sarà risolto.
Commenti
|
|
|
|
|
 |
|
8:29
E’ stata individuata, in via sperimentale, la possibilità di ampliare le aree destinate alla libera fruizione del diporto mediante l’individuazione di nuovi spazi di ormeggio presso Cala "Villa dell’Olandese", Cala di "Monte Tundo", nonché in prossimità delle calette del Lazzaretto e di Cala del Rosso, dove il Parco provvederà all’installazione di cavi tarozzati
|
|
|
 |
|
9:00
Plauso del Comitato "Stop Campo Boe" al lavoro di mediazione della Direzione Marittima – Guardia Costiera del Nord Sardegna, che conferma l’avvio di un percorso condiviso per la rimodulazione del sistema dei campi boe della rada di Alghero
|
|
|
 |
|
15:05
Firmato a Porto Torres un accordo di collaborazione tra Parco Geominerario, Parco Nazionale dell’Asinara e Parco di Porto Conte: i tre Parchi uniscono le forze per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, geologico, storico e culturale della Sardegna
|
|
|
|
|
6 agosto 6 agosto 6 agosto
|