|
PPP
5 settembre 2006
Agricoltura in ripresa ma si deve puntare sui mercati internazionali
Per il ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro, ad Alghero ieri per un convengno sul pecorino romano, l’Italia deve puntare sui mercati internazionali senza gareggiare sull’altalena dei prezzi: «Il grande alleato dell’industria agroalimentare italiana deve essere il consumatore», ha detto

ALGHERO - Per vincere le sfide del mercato globale non basta più giocare sul buon nome del made in Italy. Vince chi impara a vendersi meglio. Prima regola, imparare a rispettare le regole, secondo il ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro, intervenuto ieri mattina ad Alghero, in un convegno, organizzato dal Consorzio per la Tutela del Pecorino Romano. «Non è più possibile affrontare le sfide con gli strumenti di ieri, perché i cambiamenti sono tanti e soprattutto sono velocissimi – ha fatto presente De Castro – non è più possibile mandare a Bruxelles il ministro da solo per portare a casa finanziamenti sulla cui utilità il dibattito è aperto: bisogna capire infatti se la realtà è drogata da questi aiuti esterni. Una cosa è certa, i tempi in cui si battevano i pugni sul tavolo sono finiti da un pezzo. Ora tutte le istituzioni, i consorzi, l’intero apparato produttivo del Paese deve formulare proposte concrete che la Comunità Europea potrà fare proprie». Questo braccio di ferro per fare in modo che continuino ad arrivare le risorse da Bruxelles a sostegno dell’agricoltura, lo si vince in primo luogo imparando ad allinearsi ai dettami stabiliti: «L’Italia è leader nelle procedure di infrazione – ha evidenziato il rappresentante del governo Prodi – saremo rispettati, solo se impareremo a rispettare le regole». Per De Castro innanzitutto i produttori devono decidere di fare quadrato per gareggiare non sull’altalena dei prezzi, ma puntando sulla chiara identificazione per il consumatore, su una migliore organizzazione e sulla qualità del prodotto in cui l’Italia non è seconda a nessun Paese. Strategia di cooperazione che ha trovato d’accordo il presidente della Regione Renato Soru: «Abbiamo accarezzato tempo fa l'ipotesi del contratto di filiera, in cui ognuno faceva la sua parte con regole certe per la distribuzione dei ricavi. Però ancora non siamo pronti e forse ci sono soluzioni migliori», ha detto auspicando una maggiore competitività delle imprese sarde nei mercati internazionali: «Il fatturato di 40mila aziende sarde è pari a quello di un’azienda media olandese». Segnali positivi sul rilancio dell’agricoltura sono emersi dalle parole del governatore Soru secondo cui lo stato di salute è nettamente migliorato rispetto a due anni fa, anche se ancora il comparto agricolo contribuisce appena nella misura del 4percento al Pil regionale: «Dietro questo dato – ha tenuto a ribadire il Soru – si nasconde un grande mondo portatore di un importante valore antropologico che vogliamo difendere e far crescere».
Nella foto Renato Soru e Paolo De Castro ad Alghero
Commenti
|