La prestigiosa azienda vitivinicola algherese teme in seguito all´attività della nascitura stazione di compostaggio, un danno di immagine e ambientale. La società aeroportuale avverte: «Attirerà stormi di volatili a ridosso della pista».
ALGHERO - Che non avrebbe avuto vita facile il progetto per la creazione di una stazione di compostaggio ad Alghero, lo si era capito sin da subito. I continui rinvii nella progettazione hanno esposto il comune catalano al rischio di perdere l’ingente finanziamento riservato per questo scopo, dalla Regione nell’ambito del Por-Sardegna. Ma con la recente approvazione del progetto preliminare da parte della giunta, sono al riparo i due milioni e mezzo di euro stanziati dall’assessorato regionale per la Difesa dell’Ambiente, pari al 90percento dell’importo necessario per realizzare l’opera pubblica che costerà poco meno di tre milioni. Il restante 10percento in origine doveva essere coperto in parte con il cofinanziamento del Comune di Alghero, (circa 250mila euro di fondi del bilancio comunale), ed in parte con il contributo degli altri comuni consorziati (poco più di 100mila euro). Ma è notizia di questi giorni che l’amministrazione comunale algherese dovrà provvedere senza l’aiuto degli altri paesi che hanno dato forfait comunicando che non parteciperanno alla realizzazione del progetto. Alghero sacrifica di sua iniziativa un’area dalle grandi potenzialità agricole: la struttura dove la mondezza verrà lavorata per diventare compost, sorgerà nei terreni de’ I Piani, accanto alle rinomate uve di Sella & Mosca e a ridosso della pista aeroportuale. Proprio la prestigiosa azienda vitivinicola del territorio e la società di gestione dello scalo, sono i principali avversari di un simile progetto in quella zona. La Sogeaal ha segnalato la necessità che l’Enac esprima un parere di congruità sulla dislocazione del nascituro impianto a pochi metri dal tratto a nord della pista di atterraggio: «Il progetto prevede una struttura chiusa – ha spiegato il direttore della Sogeaal Umberto Borlotti – ma è pur vero che si verificherà una grossa movimentazione di camion carichi di rifiuti che andrà a peggiorare la già difficile situazione per la sicurezza del volo, a causa della presenza di stormi di volatili». Ha manifestato la sua contrarietà alla scelta di localizzare l’impianto in un sito dove operano attività agricole e agroalimentari, anche l’amministratore delegato di Sella & Mosca Mario Consorte: «La particolare posizione di totale sottovento rispetto all’insediamento in questione e la consapevolezza che l’uva, attraverso la sostanza cerosa che la ricopre nel periodo della maturazione, fortemente assorbente nei confronti degli odori dell’ambiente, potrebbe subire un grave danno, ci obbligano ad avanzare riserve sulla scelta del luogo». La storica azienda vitivinicola è disposta ad andare fino in fondo se il Comune non farà dietro front: «Valuteremo ogni azione possibile – ha ribadito Consorte – verrebbe menomata un’immagine faticosamente costruita negli anni, basata sull’affermazione di una qualità dei nostri prodotti che ha sempre potuto vantare un’origine assistita da irreprensibili ed inimitabili condizioni ambientali». Nei mesi scorsi l'assessore all'Ecologia Francesco Carboni aveva incontrato i responsabili di Sella & Mosca e Sogeaal rassicurandoli sul fatto che non vi sarà alcuna conseguenza di carattere ambientale in seguito alla realizzazione dell’impianto che è totalmente sigillato. Ma le polemiche non si sono placate. La regina del vino e del mirto chiede una presa di posizione simile a quella assunta dal comune di Montalcino, quando una deliberazione regionale minacciava la dislocazione di una discarica nell’area di produzione del Brunello, poi dirottata altrove. Consorte auspica una riflessione «sui possibili danni da inquinamento che l’iniziativa potrebbe causare a chi nell’incontaminato territorio ha investito più di cento anni della propria attività».
nella foto l´azienda vitivinicola de´ I Piani
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