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S.I. 6 luglio 2015
«Centro Intermodale di Sassari: basta perdere tempo»
«L’annuncio della fuga della Strabag Spa, azienda austriaca con sede anche a Cagliari, che va via dalla Sardegna e licenzia gli ultimi 16 dipendenti che aveva in carico, come denunciano le organizzazioni sindacali è un pessimo segnale»


SASSARI - «Emblematica, nella sua drammaticità, la storia, durata quasi 20 anni, del “nuovo” centro intermodale di Sassari - afferma amareggiato Michele Azara, che sulla vicenda ha presentato un’interpellanza in Consiglio regionale - un ventennio, che sarebbe stato già un tempo inammissibile per completare la costruzione del centro, non è stato sufficiente neppure all’avvio dei lavori: l’accordo di programma siglato nel 1997, la progettazione conclusa nel 2001, e i lavori subito bloccati all’inizio del 2009, perché l’area di via XXV Aprile è inquinata da idrocarburi e va bonificata. Dalla tragica scoperta dello scempio ambientale, sei anni svaniti nel nulla, mentre il rischio che l’Unione Europea reclami i 28 milioni di euro di risorse comunitarie destinate al progetto, si fa sempre più vicino». Cosi il movimento Sardegna Vera sul Centro Intermodale di Sassari.

«L’annuncio della fuga della Strabag Spa, azienda austriaca con sede anche a Cagliari, che va via dalla Sardegna e licenzia gli ultimi 16 dipendenti che aveva in carico, come denunciano le organizzazioni sindacali è un pessimo segnale. Se l’azienda aggiudicatrice abbandona il campo dove si gioca una partita da quasi 30 milioni di euro, – prosegue Azara - le cose si mettono veramente male. Forse la paralisi decennale ha fatto emergere qualche incompatibilità tra i tempi austriaci e quelli sardi necessari per la realizzazione di un’opera pubblica. In un territorio come il sassarese, dilaniato dalla disoccupazione, dalla crescita delle povertà e delle tensioni sociali, non possiamo permettere che si giochi così sulla pelle delle persone. Per il consigliere di Sardegna Vera la realizzazione del centro intermodale assume un’importanza e un significato di enorme portata per la città di Sassari ed il suo territorio, sia per i benefici che deriveranno all’intero sistema dei trasporti e dei flussi di traffico, che in termini economici ed occupazionali, tanto più in una fase di crisi drammatica e dolorosa come quella che stiamo vivendo da troppo tempo.»

«Pertanto, nell’interpellanza si chiede al Presidente della Regione di farsi carico immediatamente della situazione, convocando tutte le parti in causa, assessore ai trasporti, Arst, amministrazione comunale, perché si concordi una soluzione, che consideri le varianti ormai ineluttabili ed siano tracciati in tempi rapidi il relativo percorso realizzativo con la calendarizzazione delle opere ed in tempi altrettanto rapidi si dia l’avvio ai lavori. Non vorremmo – conclude Michele Azara- che l’agosto alle porte, che si sa non favorisce l’attività politico- amministrativa, sia motivo di ulteriori perdite di tempo che veramente non sono più ammissibili».
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