Due meticci sono sotto monitoraggio sanitario, come i loro padroni (familiari dell'infermiere sassarese ricoverato a Roma, all'ospedale Spallanzani)
SASSARI - «I cani possono sviluppare la malattia? E soprattutto, possono trasmettere il virus dell'ebola?». Queste le due domande che i medici si pongono e per questo si stanno impegnando a trovare una risposta. Per questo motivo, due meticci, di proprietà dei familiari dell'infermiere sassarese ricoverato all'ospedale “Spallanzani” di Roma, sono sotto monitoraggio sanitario.
Stando a quanto riportato dal quotidiano “la Nuova Sardegna”, i due cani (in quarantena da tre settimane), sono stati controllati a distanza con un termometro laser e sono stati oggetto di una verifica sul comportamento e sull'alimentazione. Non essendo stato riscontrato alcun tipo di contagio, i due meticci sono stati liberati, ma l'attività dei veterinari continua, visto che la casistica risulta essere poco studiata a livello mondiale e che il caso, di fatto, è già diventato oggetto di uno studio scientifico internazionale per il servizio di Sanità animale della Asl di Sassari.
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