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Cor 28 luglio 2006
Agricoltura: quasi 2000 imprese del nord Sardegna fuori dai Por
La denuncia arriva dalla Coldiretti provinciale di Sassari. L´associazione di categoria è preoccupata in vista dell’assegnazione delle risorse troppo esigue per fronteggiare le richieste


ALGHERO - Le imprese agricole sono vive ma rischiano di rimanere deluse per l’ennesima volta. A suscitare la preoccupazione di Coldiretti Sassari, per bocca del suo presidente provinciale Giommaria Sassu, sono le tante domande di adesione pervenute presso gli uffici dell’Ersat nell’ambito del Por 2000-2006, misura 4,9, che prevede investimenti nelle aziende agricole. «È estremamente significativo – precisa il presidente di Coldiretti Sassari – che tante aziende abbiano voglia e capacità di investire in agricoltura nonostante il periodo di forte crisi, sfruttando appieno le possibilità offerte dai finanziamenti previsti dall’Unione Europea, ma è altrettanto vero che, dato l’elevato numero di domande presentate la maggior parte di essere rischia di non poter usufruire dei contributi europei».

Ad un prima analisi delle domande di adesione risulta infatti che su base regionale sono state presentate circa 6500 richieste di finanziamento e nella sola provincia di Sassari oltre 1500. A fronte di risorse finanziarie totali che ammontano a circa 70 milioni di euro e a una richiesta media per azienda che si attesta intorno ai 70 mila euro, è facile capire che potranno essere soddisfatte al massimo un migliaio di imprese agricole, con grave danno per le oltre 5000 tagliate fuori. «Oltre il danno la beffa - chiarisce Gianni Vacca, direttore di Coldiretti Sassari – anche perché occorre considerare i tempi stretti utili per la spendita degli ultimi denari del Por, entro il 31 dicembre 2006, data ultima prima dell’uscita della Sardegna dall’Obbiettivo 1».

I contributi previsti all’interno della misura 4.9 sono diretti alla promozione di un generale sviluppo e rafforzamento strutturale delle aziende agricole attraverso il sostegno degli investimenti il cui obiettivo è quello di ridurre i costi di produzione, migliorare la qualità, tutelare l’ambiente naturale e le condizioni di igiene e benessere degli animali, migliorare e riconvertire la produzione, diversificare l’attività in azienda e valorizzarne i prodotti, migliorare infine le condizioni di vita e di lavoro. Potevano presentare domanda di ammissione ai finanziamenti gli imprenditori agricoli, sia singoli che in forma associata (cooperative, consorzi di cooperative, società agricole).

I comparti produttivi previsti e finanziabili per il 2006 erano le aziende di bovini da latte, di bovini da carne, di apicoltura, di allevamento di cavalli anglo-arabo-sardo, di ovicaprini (sia latte che carne), fauna selvatica a scopi venatori, le aziende suinicole, olivicole-olearie, di ortive a pine campo e in coltura protetta, di florovivaismo, di piante aromatiche ed officinali e di frutticoltura con un volume massimo di investimento pari a 800 mila euro. Nei giorni scorsi, a livello regionale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno inviato una nota congiunta all’assessore regionale all’Agricoltura Foddis, nella quale sollecitavano un incontro urgente al fine di definire un quadro chiaro della situazione per attivare tutte le procedure possibili in grado di incrementare il numero di progetti finanziabili.

nella foto il presidente Coldiretti Sassari Sassu
Commenti
15:12
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14/1/2026
Milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto. È da questa fotografia, tutt’altro che rassicurante, che è partito da Oristano il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agrozootecnici dell’Isola



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