Nel nuovo scandalo di calcio scommesse sono 50 i fermati, tra cui anche Vincenzo Nucifora, ex direttore sportivo della Torres. Indagato il presidente. Le sue parole nella nota diffusa dalla società sassarese
SASSARI - Sono 50 tra presidenti, allenatori, manager, calciatori, imprenditori italiani ed esteri ed anche "magazzinieri" le persone arrestate nel nuovo scandalo che ha travolto il mondo del calcio. Coinvolte le società calcistiche della serie D e della Lega pro (ex serie c) ma anche di serie B, al centro delle indagini sulle partite truccate. L'inchiesta è della Procura della Repubblica di Catanzaro diretta dal Procuratore Antonino Lombardi e dagli uomini dello Sco (Servizio Centrale Operativo della Polizia) coordinati da Renato Cortese. L'accusa per gli arrestati è pesante: associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l'aggravante di avere favorito organizzazioni mafiose (ndrangheta in particolare). Tra i 50 fermati anche Vincenzo Nucifora, ex direttore sportivo della Torres.
Non è l'unica brutta notizia per la società sportiva sassarese: nelle ultime ore un avviso di garanza è arrivato anche dal presidente Domenico Capitani che difende la sua posizione e quella del suo ex ds: «Ho ricevuto un avviso di garanzia rispetto all’inchiesta su illecito sportivo ma sul piano personale non ho assolutamente nulla da temere perché nulla ho fatto. Sono nello stesso modo convinto dell’integrità del nostro ex tecnico, Massimo Costantino, sul quale metto la mano sul fuoco. Per quanto riguarda l’ex direttore, Enzo Nucifora, confido che le sua situazione venga chiarita al più presto e non ho motivi di pensare che possa in alcun modo aver determinato i risultati delle tre partite già oggetto di indagini della Procura federale e per le quali la Torres era stata già ascoltata a tempo debito» si legge nella nota.
«Parliamo della gara vinta in casa 4-0 con la Pro Patria - spiega -, della sconfitta per 3-0 contro il Monza e di una gara di Coppa Italia contro il Pisa per la quale lo staff tecnico aveva deciso, per motivi legati alla distanza del ritiro, di far giocare molti ragazzi della Berretti arrivati dalla Sardegna». «In quest’ultima occasione tutti sapevano di questa circostanza e d’altronde era già successo l’anno prima, contro il Frosinone, quando perdemmo 5-1 con la squadra di ragazzi. E in estate, ancora in Coppa Italia, abbiamo affrontato e vinto con l’Aversa Normanna in versione Juniores. Una scelta, quella di far giocare i giovani, legata spesso alle distanze e all’esborso di spese rappresentate per noi dalla Coppa. I risultati spesso sono scontati ma, forse, certe gare non è nemmeno il caso di quotarle». «Ribadisco - conclude - che non c’è alcuna preoccupazione da parte mia legata a comportamenti illeciti dei tesserati della Sef Torres e auspico che tutto venga chiarito nelle sedi opportune».
Ultimo aggiornamento alle 11.38
Nella foto: Domenico Capitani, presidente della Torres
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