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15 luglio 2006
Gianni Minà ad Alghero
“Incontri con… Il Sud del mondo”. Domenica alle 21.30, presso il Chiostro di San Francesco, Gianni Minà e Bianca Pitzorno presentano la rivista “Latinoamerica e tutti i sud del mondo”. Organizzazione Libreria Il labirinto e associazione Alghenegra

ALGHERO - Dopo il grande successo del n.93 in buona parte dedicato a Che Guevara ( tre edizioni in un mese e diecimila copie vendute), nel nuovo numero della rivista Latinoamerica 94/95 (un volume doppio che copre i primi sei mesi del 2006) Gianni Minà, nell’editoriale di apertura, denuncia con argomenti inconfutabili la decadenza della democrazia degli Stati Uniti sia all’interno di quella stessa società che nel comportamento verso molte nazioni non solo del medio oriente e dell’oriente ma anche dell’America latina. E’ poi l’insigne poeta argentino Juan Gelman, da tempo candidato al Nobel, a ribadire questa enorme contraddizione del mondo occidentale che ha seguito il governo di Bush nell’avventura militare in Afganistan e Iraq. Noam Chomsky, il prestigioso linguista e sociologo del Mit di Boston, intervistato in questo numero della rivista da Simone Bruno vede addirittura nell’ incoerenza del mondo che si autodefinisce civile e democratico e asseconda gli Stati Uniti nelle loro disinvolte politiche, la spiegazione del perché intanto in America latina, il “cortile di casa” si stia “sgretolando il sistema di dominazione nordamericano”. Ulteriori prove di questa deriva sono le repressioni verso i latinos e i movimenti ecologisti, considerati spesso come terroristi dal governo di Bush j., descritte nei saggi di William Robinson, (docente di sociologia all’università di California), di Silvia Baraldini e nell’intervista rilasciata dalla scrittrice Sandra Cisneros a Silvia Zingaropoli. La resistenza e la difesa delle nazioni e delle popolazioni autoctone del continente a sud del Texas sono spiegate invece da Salim Lamrani, ricercatore della Sorbona, che chiarisce perché il Venezuela di Chavez, primo stato sudamericano a tutelare recentemente le proprie risorse naturali dal saccheggio delle multinazionali, sia finito nel mirino del governo di Washington, teso continuamente a screditare, col suo enorme apparato mediatico, il governo di Caracas. L’analisi dei movimenti sociali e indigeni che stanno marcando la politica di nazioni come Bolivia ed Ecuador è la base degli articoli di Giuseppe De Marzo. Dalla nazionalizzazione del gas naturale promessa ed attuata da Evo Morales in Bolivia alla cancellazione di vecchie concessioni alla multinazionale Oxy in Ecuador per l’estrazione del greggio nei pozzi della zona amazzonica decisa dal governo dell’Ecuador a causa di una scorrettezza commessa dalla multinazionale nordamericana. Nello stesso numero 94/95 di Latinoamerica lo scrittore e storico Carlos Montemayor rivela l’inquietante mattanza di giornalisti in Messico (ben 22 in cinque anni) nell’epoca della presidenza di Vicente Fox, mentre l’analisi politica e sociale del paese in vista delle prossime elezioni di luglio è affidata a Massimo Modonesi e Luis Hernandez Navarro che fra l’altro spiegano cosa nasconde la repressione e la violenza perpetrata negli ultimi mesi da molti settori delle forze di sicurezza messicane. Paolo Moiola illustra poi la difficile transizione in Perù, dopo l’elezione di Alan Garcia. C’è anche nel settore analisi della rivista una riflessione con due interventi dissacratori di Gennaro Carotenuto sul deterioramento del livello dell’ informazione di molti media riguardo ai grandi temi internazionali. Una polemica che investe la credibilità della così detta “grande stampa”, che elude, nasconde e spesso cavalca notizie grottesche fuori da ogni realtà. Infine nel settore cultura grande spazio al fenomenale Teatro de Los Andes di Cesar Brie. Le fotografie del numero 94/95 di Latinoamerica sono di Daniele Maurizi.
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