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S.A. 5 maggio 2015
Sbarco migranti a Capo Teulada: arrestati scafisti
Due uomini sono accusati di aver trasportato altri 18 migranti algerini recuperati domenica scorsa. Arrestato una terza persona ricercata dal 2013


QUARTU - La squadra mobile ha eseguito lunedì sera due fermi di indiziato di delitto nei confronti di Gitara Issana e Zaghdod Faycel, entrambi algerini, resisi responsabili del reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I due sono accusati di aver trasportato altri 18 migranti algerini, tutti uomini, che, partiti giovedi scorso a bordo di una imbarcazione sono stati recuperati domenica scorsa da una motovedetta della Capitaneria di porto al largo di Capo Teulada [LEGGI].

Da subito i sospetti si sono concentrati su persone presenti nell'equipaggio e, grazie, ad una testimonianza gli agenti hanno arrestato i due trafficanti. Quasi tutti i migranti, come di solito avviene per questa specifica etnia, si sono dichiarati minorenni in quanto è l’unico modo per non essere rimpatriati direttamente nel paese di origine. Per Gitara Issama i dubbi sono stati ben pochi: l'uomo era già giunto sulle coste sarde nel 2010 e, dopo essere stato condotto presso il Cie di Ponte Galeria a Roma, era già stato espulso dal territorio nazionale.

Tutti i migranti, trovati in buone condizioni di salute, avevano pagato per il viaggio verso l’Italia una cifra di circa 1000 euro ciascuno. Nella stessa operazione condotta dalla squadra mobile, a seguito di una serie di riscontri effettuati appena i migranti sono giunti presso il porto canale di Cagliari, è stato possibile individuare tra gli stessi anche Hocine Bouterea, 44 anni, anch’egli algerino, ricercato per una condanna a 14 mesi di reclusione emessa nel 2013 dalla procura generale della Repubblica di Cagliari. Quest’ultimo, nel settembre del 2007, si era reso responsabile di favoreggiamento dell’immigrazione di connazionali ma, in quell’occasione la barca sulla quale viaggiavano, era stata intercettata al largo di cala cipolla. Hocine era stato condotto presso il Cie di Bari e rimpatriato nel paese di origine. L’altro ieri ha tentato nuovamente un viaggio verso l’italia ma per lui si sono dischiuse la porte del carcere.
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