«Un cittadino sassarese espressione di quel rispetto, di quel senso morale e politico che le istituzioni meritano». Con queste parole il presidente del Consiglio comunale, Antonio Piu, ha deciso di ricordare, a nome di tutta l´Assemblea, la figura di Giovanni Berlinguer, morto il 6 aprile a Roma.
SASSARI - «Un cittadino sassarese espressione di quel rispetto, di quel senso morale e politico che le istituzioni meritano». Con queste parole il presidente del Consiglio comunale, Antonio Piu, ha deciso di ricordare, a nome di tutta l'Assemblea, la figura di Giovanni Berlinguer, morto il 6 aprile a Roma. In apertura dei lavori, ha voluto ripercorrere in breve le tappe salienti della vita di «chi, con il proprio impegno, ha contribuito a rendere migliore il nostro Paese». Un atto ritenuto «doveroso», da parte dell'Aula più importante della città, con l'auspicio che «il suo esempio di rettitudine, di onestà e di provata moralità richiami ognuna e ognuno di noi a improntare tutte le azioni attorno a canoni etici, di imparzialità, di trasparenza e di correttezza».
«Giovanni Berlinguer era un medico, un accademico e un politico di grande valore – ha detto Piu -. Più spesso ricordato come il fratello di Enrico, merita, invece, di essere annoverato tra i protagonisti della storia politica e culturale dell'Italia contemporanea». Il presidente ha sottolineato come Giovanni Berlinguer, tre volte parlamentare con il partito Comunista italiano, si sia distinto «per l'alto senso morale e intellettuale, per la passione civile e per la profonda umanità». Un uomo che «alla sobrietà e all'integrità morale del politico, allo scrupoloso e appassionato lavoro dello studioso, univa la grande attenzione per i diritti civili, per la pace e per la legalità».
Un ritratto fatto anche utilizzando le parole che lo stesso Giovanni Berlinguer aveva usato parlando di sé: «Mio nonno Enrico era un esponente politico in Sardegna. Poi c'è stato mio padre. E mio fratello. E i miei cugini, Luigi e Sergio. Tutte persone impegnate in politica. Che cosa avrei dovuto fare? Stare tappato in casa? Ma ho sempre pensato di avere anche un nome e mi sono comportato tenendolo bene a mente. Ho fatto le mie scelte pur subendo molte influenze, a cominciare da quella positiva di Enrico...Scienza, scuola, ambiente, tecnologie sono i miei campi».
«A mancare, quindi – ha concluso Antonio Piu – non è il sassarese, lo scienziato o il politico, ma l'esempio di coerenza, di innovazione e di laicità dialogante che lo hanno accompagnato per tutta l'esistenza. Un uomo dal quale le nuove generazioni che si sono affacciate, o intendono affacciarsi alla vita politica, possono certamente trarre ispirazione e assumere come riferimento».
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