«Gli impegni presi da Sogeaal nel programma di riorganizzazione e riassetto gestionale nel 2011 sono stati completamente disattesi», sottolinea la segreteria cittadina del partito, che indica cinque azioni fondamentali per il nuovo decollo dello scalo cittadino
ALGHERO - «Il problema dell'aeroporto di Alghero è strutturale, perché oggi esso non è in grado di reggersi finanziariamente da solo, senza provvidenze pubbliche. E non lo è perché non inserito in un contesto economico che lo renda appetibile ai grandi investitori aeroportuali. La soluzione passa, pertanto per la messa a punto (ed è questo il compito della politica) di una pianificazione in cui aeroporto, porto, apparato ricettivo, dei trasporti, della cultura e del divertimento entrino tutti in un sistema integrato che si faccia definire come "prodotto Alghero/Sardegna”». Così, il coordinatore cittadino dei Riformatori Nicola Salvio, commenta la situazione del Riviera del Corallo.
Il suo partito commenta il momento che sta vivendo lo scalo algherese e consiglia alcune azioni che ritiene necessarie dal punto di vista economico. I Riformatori ricordano come, lo scorso dicembre, la Giunta Regionale abbia approvato la proposta della Sogeaal di ricapitalizzazione ed aumento del capitale sociale, ma, contemporaneamente, ha delegato la stessa società ad immettere sul mercato l’80percento della propria quota di partecipazione, «il che significa demandare ai nuovi acquirenti gli oneri di copertura delle perdite e dell’aumento di capitale sociale per oltre nove milioni di euro. Considerato che per l’anno 2014 non ci saranno contributi regionali a sostegno dell’aeroporto e che il traffico del low-cost, per il quale vengono erogati da parte di Sogeaal contributi per ogni passeggero in arrivo, è aumentato rispetto agli anni precedenti, è facile presumere che il deficit della società di gestione possa raggiungere numeri preoccupanti».
Secondo i rappresentanti della segreteria algherese, «quanto accaduto ha un risvolto grottesco, in quanto gli impegni presi da Sogeaal nel programma di riorganizzazione e riassetto gestionale nel 2011 sono stati completamente disattesi arrivando alla situazione odierna, quando, nella sostanza, si affida praticamente la sopravvivenza della società di gestione alla erogazione di contributi pubblici (che comunque non arriveranno per il timore che essi si andranno a configurare come aiuti di stato), fatto che, in assoluto, contrasta con il principio economico su cui dovrebbe basarsi una società commerciale». Partendo da questi presupposti e ricordano la fondamentale importanza che l'aeroporto riveste in termini di sviluppo economico per il territorio, i Riformatori ritengono necessarie nell’immediato cinque imprescindibili azioni.
In primis, la ridiscussione degli oneri con i vettori low-cost e la ricerca di nuovi vettori tradizionali; poi la ristrutturazione del management; la messa a sistema dell'aeroporto nel contesto di un progetto turistico globale che coinvolga in un discorso integrato il porto, il palazzo dei congressi, il Puc, le varie strutture ricettive ed il comparto commerciale del territorio; la ricerca di un forte investitore privato che possa garantire ai comuni interessati una quota societaria, seppur minoritaria, che consenta di vigilare e partecipare sulle politiche aziendali e commerciali unita alla possibilità di proporre alle aziende del territorio la partecipazione basata sul concetto dell’azionariato diffuso; e (ultimo nella lista, ma sicuramente il non meno importante) la salvaguardia e la tutela dei posti di lavoro attualmente in essere.
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