La demonicazione dell´aeroporto accende la polemica. «Se questo è il clima prepariamoci ai fuochi d´artificio all´indomani della riforma degli enti locali» sottolinea Enrico Daga che parla di «disperata ricerca di facili sensazionalismi»
SASSARI - La richiesta del sindaco di Sassari, Nicola Sanna, inoltrata all'Enac con la nuova dicitura dell'aeroporto di Alghero in "Aeroporto di Sassari-Alghero" riapre una vecchia partita, già giocata dalla stessa Provincia di Sassari che proprio nel 2006 chiedeva all'Enac il cambio di denominazione, costringendo l'allora sindaco Marco Tedde ad un’azione forte e una presa di posizione unitaria da parte del Consiglio comunale [
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Ad accenderle è l'attuale assessore di Palazzo Sciuti e consigliere comunale algherese del Partito democratico, lo stesso del sindaco di Sassari Sanna, anche se di corrente diversa. Enrico Daga non ha dubbi e parla di «disperata ricerca di facili sensazionalismi di una politica al ribasso in cui si è disposti a tutto, a rinnegare la storia, a sovvertire i più basilari principi di marketing territoriale, a fare sgambetti alle comunità con cui si dovrebbe essere leali alleati».
«Il nostro aeroporto ha prevalentemente un traffico turistico. La denominazione aeroporto di Alghero ha un suo posizionamento nell'immaginario collettivo conquistato con difficoltà in sessant'anni di onorata carriera nel turismo. Modificare il nome dell'aeroporto significherebbe cancellare con un colpo di spugna un brand relativamente conosciuto a favore un'altro inesistente, che non ha alcuna relazione con il mercato da cui attinge flussi l'aeroporto. Sarebbe un'operazione dai danni incalcolabili. È una scelta politica miope, che prova a barattare per un po' di voti un territorio, e che poggia su un localismo fuori dal tempo. Un sindaco di una città capoluogo, che si candida a guidare un territorio dopo la soppressione delle province, non può fare errori così madornali» conclude Enrico Daga.
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