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M.L.P.C. 3 dicembre 2014
Alle macchinette bath al posto di euro: arrestato
Introduceva monete thailandesi, bath, molto simili ai 2 euro, nelle macchinette automatiche di bevande con le quali riusciva a farsi restituire dal distributore anche il resto: grazie alle telecamere di videosorveglianza è stato arrestato un 41enne romano residente a Cagliari


CAGLIARI – Introduceva monete thailandesi, bath, molto simili ai 2 euro, nelle macchinette automatiche di bevande con le quali riusciva a farsi restituire dal distributore anche il resto: grazie alle telecamere di videosorveglianza è stato arrestato un 41enne romano ma residente a Cagliari.

Due giorni fa il gestore di distributori automatici di bevande ed alimenti si era recato in Questura denunciando che, per la terza volta in due giorni, aveva subito una truffa. All’interno di alcuni distributori aveva rinvenuto delle monete thailandesi (bath) che per colore, fattezza e grammatura risultavano essere pressoché identiche a quelle da 2€. In un’occasione ha constatato la presenza di 73 monete da 10 bath l’una (10 bath corrispondono a 20 centesimi di euro).

L'uomo era già conosciuto alle forze dell’ordine per un precedente per emissione di assegni a vuoto, è stato ripreso mentre introduceva decine di monete all’interno della macchinetta per prelevare solo una bottiglietta d’acqua, ricevendo come resto una somma pari 146€. E' stato identificato dagli agenti della Volante: durante la perquisizione della sua auto è stato trovato un marsupio contenente 346 monete thailandesi da 10 bath ciascuna.

Si è così proceduto all’arresto per il reato di truffa e su disposizione del P.M. di turno, il 41enne è stato riaccompagnato presso la propria abitazione in attesa del processo per direttissima previsto per la mattinata odierna. Dalla Polizia l’avviso che, se negli ultimi giorni i gestori dei distributori di alimenti e bevande sono stati interessati da analoga truffa possono rivolgersi in Questura per la segnalazione in considerazione del fatto che il fenomeno è conosciuto anche a livello nazionale.
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13/1/2026
Oltre 35.000 piante messe a dimora e 13.000 in fase di essicazione, il tutto per un peso complessivo di circa 3 tonnellate e mezza. Sostanza che se immessa sul mercato illegale dello spaccio al dettaglio avrebbe potuto fruttare circa 31 milioni di euro



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