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A.B. 16 agosto 2014
Piantagione di cannabis: 36enne operaio in manette
E’ un uomo di Barisardo il primo arrestato nel corso delle lunghe indagini (circa un anno) relative ad una piantagione di cannabis scoperta ad Ilbono, in località Murta Luda


ILBONO – Un 36enne operaio di Barisardo è il primo arrestato nel corso delle lunghe indagini (circa un anno) relative ad una piantagione di cannabis scoperta ad Ilbono, in località Murta Luda. Per l’uomo le accuse parlano di coltivazione di sostanze stupefacenti e porto illegale di arma da fuoco.

Il 36enne è stato intercettato sabato mattina, in un posto di blocco, dagli agenti del Commissariato di Tortolì, che, con il Corpo Forestale Vigilanza Ambientale di Lanusei ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa da Gip di Lanusei Clivio, su richiesta del procuratore di Lanusei Marassi Giua. Fermato, non ha opposto resistenza.

L’uomo, già noto alle Forze dell’ordine per ricettazione e porto abusivo di armi, è accusato di coltivazione di sostanze stupefacenti aggravata in concorso (perché, «con più persone allo stato non identificate, ciascuno contribuendo alla ciascuno contribuendo alla realizzazione del fatto e rafforzandosi reciprocamente nel proposito, in assenza di autorizzazioni, coltivava circa 1100 piante di Cannabis Sativa L, con le circostanze aggravanti del fatto commesso con più persone travisate e riguardante ingenti quantità di sostanze stupefacenti»), detenzione e porto illegale di arma clandestina in concorso (perché «con più persone allo stato non identificate, ciascuno contribuendo alla realizzazione del fatto e rafforzarsi reciprocamente nel proposito, deteneva e portava in luogo pubblico un fucile Tula Arms Plant. Mod. Toz-87, calibro 12, avente matricola abrasa» e ricettazione per la stessa arma (che, da accertamenti balistici eseguiti dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, risultato rubata nel 2006 nell’Oristanese ed ora sono in corso ulteriori accertamenti, per verificare se è stata utilizzata per altri reati).

Le analisi di laboratorio eseguite dalla stessa Scientifica hanno confermato che le piante sequestrate contenevano il principio attivo del delta-9-tetracannabinolo, per un quantitativo corrispondente a circa 163mila dosi medie giornaliere. Va ricordato come, al momento della scoperta della piantagione, le piante fossero rigogliose, misurate per un’altezza di oltre 2metri ciascuna. Una volta essiccata, per la qualità e la concentrazione di principio attivo, secondo i primi calcoli, la marijuana sarebbe stata collocata sul mercato con ricavi per circa un milione di euro.

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15/1/2026
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