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M. P. 31 luglio 2014
Porto Torres, alla Consolata le voci del Santa Cecilia
La Polifonica Santa Cecilia , diretta dal Maestro Gabriele Verdinelli, presenta a Porto Torres un concerto domenica 3 luglio, alle ore 20.30, presso la Chiesa della Consolata


PORTO TORRES - La Polifonica Santa Cecilia , diretta dal Maestro Gabriele Verdinelli, in vista della partenza per il prestigioso Concorso Corale Internazionale che si terrà a Neuchatel (Svizzera) dal 5 al 10 agosto prossimi, presenta a Porto Torres il repertorio del concorso, con un concerto che si terrà domenica 3 luglio, alle ore 20.30, presso la Chiesa della Consolata. Il programma è strutturato con una parte rinascimentale, una moderna e una che contempla elaborazioni del patrimonio tradizionale della regione di provenienza. Il repertorio antico prevede due brani sacri della seconda metà del XVI secolo influenzati dallo stile “veneziano” e un brano di Wilbye che, nella prassi dell’epoca, come tutta la musica profana, era destinato a piccoli ensemble per esecuzioni private.

Il repertorio moderno comprende un brano a otto voci di Ola Gjeilo, giovane compositore norvegese, che sta conoscendo un buon successo grazie a una scrittura semplice ed efficace, un recentissimo brano del lituano Vytautas Myskinis e un grande classico del repertorio italiano: il Padre Nostro di Giuseppe Verdi a cinque voci, secondo l’elaborazione testuale di Dante Alighieri. Ecce Sacerdos Magnus, brano scritto nel 2013 in occasione del centenario della nascita di don Gino Porcheddu, fondatore della Polifonica, è qui presentato per la prima volta nella versione per coro misto, dopo la prima esecuzione con la partecipazione delle voci bianche. Del 2012 è la Missa Brevis Santa Cecilia che il compositore anglo/americano Derek Healey ha voluto dedicare proprio alla Polifonica dopo averla apprezzata al festival di Llangollen nel 2009, in Galles.

Sia il Sanctus-Benedictus sia l’Agnus Dei sono costruiti con elementi che si rifanno alla tradizione della musica sarda. Completano il programma tre elaborazioni storiche del nostro patrimonio etnico, che rappresentano il legame e un ideale ponte tra il repertorio storico e quello nuovo della Polifonica, in un’ideale continuità tra passato e futuro per un’associazione che celebrerà l’anno prossimo i primi 70 anni della propria storia.
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