Un parcheggio che pende verso il mare. Ecco come si presenta in questi giorni il piccolo piazzale che precede il ponte di Calabona. Vistose crepe disegnano in più punti la pavimentazione, dando l’idea di uno smottamento che appare inevitabile
ALGHERO - L’area di sosta poggia su un terrapieno, per il contenimento del quale è stata collocata una griglia metallica, che, per quanto è possibile vedere, non è servita a mantenere stabile la massa di terra e roccia. L’area, che a occhio nudo è visibilmente inclinata verso il basso e che presenta crepe anche nella parte già ritoccata con cemento, forse per evitare infiltrazioni d’acqua, è quindi inagibile ai fini della sosta. A delimitare l’accesso c’è tuttavia solamente una rete da cantiere, in plastica arancione, sulla quale campeggia un cartello che indica semplicemente il divieto d’accesso ai non addetti ai lavori. Per evitare inoltre eventuali soste di veicoli è stato anche posizionato uno zoccolo di cemento, ma della pericolosità, che per ora resta un’ipotesi plausibile, non c’è nessun accenno. Eppure sono ben visibili, dalla parte sottostante, le pietre sgretolatesi e rotolate verso la base e anche le reti di contenimento, pur robuste, si sono deformate, gonfiandosi per il movimento interno. Un fatto che di per sé potrebbe essere accettabile per un terrapieno, ma che per la velocità con cui accade e per i danni evidenti è sintomo di un’inaccettabile instabilità che ritarderà la fruizione di una zona, ancora una volta relegata nel grande dimenticatoio cittadino.
Nella foto il parcheggio pericolante
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