Firmato il Protocollo d'Intesa tra l’Università degli Studi di Sassari ed il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria
SASSARI – Questa mattina, mercoledì 26 marzo, nell'aula magna del Polo Bionaturalistico di Piandanna, il rettore dell’Università degli Studi di Sassari Attilio Mastino ed il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sardegna Gianfranco De Gesu, alla presenza della delegata rettorale per l'Orientamento Patrizia Patrizi, hanno firmato un Protocollo di intesa tra l’Ateneo sassarese ed il Prap della Sardegna, che ratifica e sviluppa la collaborazione già da molti anni attiva tra i due enti. La firma dell’intesa è finalizzata a consentire l’effettività del diritto allo studio anche alle persone detenute. La sottoscrizione dell’accordo rientra nell’ambito delle Giornate dell’Orientamento “Destinazione UniSS–Un biglietto per il futuro”, durante le quali l’Università apre le porte a studenti, famiglie, docenti delle scuole superiori per presentare la propria offerta formativa.
La stipula del Protocollo risponde alla volontà di implementare la collaborazione istituzionale che l’Ateneo di Sassari ha già avviato da diversi anni con l’Amministrazione Penitenziaria: in particolare si intende riaffermare e rafforzare le finalità generali individuate nel precedente Protocollo di Intesa, stipulato nel 2004 e finalizzato alla formazione dei detenuti, alla ricerca, alla sensibilizzazione culturale nel contesto detentivo, ed alla realizzazione di interventi mirati al miglioramento dell’ambiente penitenziario, coinvolgeva inizialmente gli Istituti Penitenziari di Sassari e di Alghero, ed è stato poi esteso agli altri Istituti Penitenziari del nord Sardegna. Il nuovo Protocollo riprende quanto già previsto nell’accordo nazionale del 2004, ma introduce importanti novità: oltre a ridefinire la durata degli accordi, quella più importante risiede nella formalizzazione dei Poli universitari penitenziari della Sardegna e nella richiesta all’Università di Sassari di fare da Ateneo capofila. Si tratta di un riconoscimento di grande valore da parte del Prap, frutto dei risultati ottenuti e dell’esperienza maturata in seno alla lunga tradizione di collaborazione dell’Università con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Dipartimento per la Giustizia Minorile ed il settore Politiche Sociali del Comune di Sassari. Risale invece al 2010 una convenzione quadro con il Tribunale di Sorveglianza di Sassari, per una più attenta analisi delle prospettive di evoluzione del sistema di esecuzione delle pene.
Secondo quanto previsto dal Protocollo, con il Prap i detenuti, italiani e stranieri presenti negli Istituti Penitenziari di Sassari-Bancali, Alghero, Tempio-Nuchis e Nuoro, che intendano immatricolarsi o che siano già iscritti a corsi universitari, potranno seguire le attività formative proposte dall’Università di Sassari e usufruire dei servizi di orientamento, consulenza, tutorato e ricerca messi a disposizione dall’Ateneo. Gli studenti ammessi, detenuti negli Istituti Penitenziari del nord Sardegna ed in condizioni economiche disagiate, godranno inoltre dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, secondo quanto stabilito recentemente dagli Organi collegiali dell’Università. In più, grazie alla Convenzione sottoscritta nel 2012 con l’Ersu, che estende una collaborazione già attiva, verrà erogato annualmente un contributo per l’acquisto del materiale didattico necessario per lo studio. La professoressa Patrizi si dichiara molto soddisfatta per questo nuovo ed importante traguardo, che offre una possibilità di cambiamento alle persone recluse e che consente, attraverso una sempre più proficua collaborazione tra l’Ateneo e l’Amministrazione Penitenziaria, di contribuire fattivamente ai processi di reinserimento e di inclusione dei detenuti: «E’ il nostro modo di partecipare, per quanto di competenza dell’Università, alla costruzione di comunità sociali inclusive e solidali: comunità fondate sulla responsabilità, sulla volontà di ciascuno e di tutti di investire energie per una convivenza pacifica, tesa a perseguire il benessere delle singole persone (siano esse autrici o vittime di reato) e della collettività. In questa direzione vanno anche molti nostri programmi di ricerca-intervento. E’ la direzione che Europa 2020 ci sollecita ad assumere».
Nella foto: Gianfranco De Gesu, Attilio Mastino e Patrizia Patrizi
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