Il Governo approva il decreto legge "Destinazione Italia" che non prevede più accordi diretti tra società di gestione e compagnie aeree. Nuovi problemi all'orizzonte per Ryanair e Sogeaal. Intanto le società aeroportuali annunciano battaglia
ALGHERO - «I gestori di aeroporti che erogano contributi, sussidi o ogni altra forma di emolumento ai vettori aerei in funzione dell'avviamento e sviluppo di rotte destinate a soddisfare e promuovere la domanda nei rispettivi bacini di utenza, devono esperire procedure di scelta del beneficiario che siano concorrenziali, trasparenti e tali da garantire la più ampia partecipazione dei vettori potenzialmente interessati, secondo modalità da definirsi con apposite Linee guida adottate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto».
E poi ancora: «I gestori aeroportuali comunicano all'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile l'esito delle procedure previste dal comma 14, ai fini della verifica del rispetto delle condizioni di trasparenza e competitività». Sono i commi 14 e 15 "nascosti" nel Decreto legge nr. 145 approvato dal Governo il 23 dicembre 2013, ribattezzato "destinazione Italia". Una norma che, se confermata, è destinata a rivoluzionare i rapporti tra società aeroportuali italiane e compagnie aeree. Con importanti ripercussioni - tra gli altri - sugli scali di Cagliari e Alghero soprattutto. Il governo, infatti, vieta alle società aeroportuali di destinare fondi diretti alle compagnie, proprio come avviene tra Alghero e la low cost Ryanair. Un rapporto consolidato quello esistente tra gli irlandesi e lo scalo della Riviera del Corallo, che ha permesso di sviluppare con apprezzabili risultati il turismo internazionale, oltreché sopperire alle mancanze legate alla gestione delle tratte in continuità, con ricadute positive sull'intera isola.
Si tratta adesso di capire quando il decreto, già in vigore, verrà convertito in legge e soprattutto quando sarà applicabile, considerato che troverà sulla propria strada diversi dissensi. La norma, infatti, riporta d'attualità l'eterna disputa tra compagnie di bandiera (vedi Alitalia e Meridiana) e low cost (Ryanair in primis), col rischio di penalizzare enormemente molti aeroporti, e non è escluso che possa subire modifiche. Già in allarme l'Assoaeroporti - come conferma il direttore della Sogeaal di Alghero, Mario Peralda, dal 2012 nel consiglio direttivo dell'associazione che annovera gli scali italiani - per una norma ritenuta poco applicabile sul mercato e difficilmente attuabile in ottica europea. Tutti dubbi che saranno oggetto di un imminente incontro con il Ministro ai Trasporti.
D'altro canto, qualora venissero confermati tutti i limiti, potrebbe essere più difficile riportare sullo scalo algherese il secondo aereo Ryanair (per il periodo estivo) così come già definito negli accordi per l'attivazione della quinta base in Italia, appunto quella di Alghero. Un nuovo problema insomma per il management Sogeaal che proprio nel 2013 ha collezionato il miglior risultato di sempre in termini di transiti, dando nuove prospettive di sviluppo al territorio in un periodo non certo facile [
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