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Red
17 dicembre 2013
Centro Intermodale, lettera in Regione
Il consigliere regionale dell´Upc Massimo Mulas interviene in merito all´annosa vicenda che vede coinvolto il centro intermodale della città di Sassari, i cui lavori sono fermi da molti anni

SASSARI - Il consigliere regionale dell´Upc Massimo Mulas interviene in merito all'annosa vicenda che vede coinvolto il centro intermodale della città di Sassari, i cui lavori sono fermi da molti anni. Di seguito il testo integrale della lettera inviata al Governatore sardo Ugo Cappellacci.
Gentile Presidente Cappellacci,
Con la presente è mio dovere portare alla Vostra attenzione l’eterna vicenda riguardante il centro intermodale di Sassari, il quale è vittima di una serie di lungaggini burocratiche causata dalla molteplicità degli enti locali coinvolti nella vicenda.
Il progetto del centro intermodale doveva realizzarsi nei primi anni 90 e il comune di Sassari, l’Arst e la Regione Sardegna avevano stipulato un protocollo d’intesa attraverso il quale, il centro di Sassari divenisse un punto di facile approdo, e, soprattutto, all’insegna della massima sicurezza necessaria per il rilancio socio – economico di una zona di Sassari altamente a rischio. “Provvisoriamente” in attesa dell’inizio dei lavori, la stazione di “imbarco e sbarco passeggeri” è stata trasferita in Via Padre Zirano, insediamento caratterizzato dalla completa assenza di servizi, in cui, tutt’oggi, vige una situazione di altissimo pericolo di sicurezza stradale nonché, considerati i recenti fatti di violenza, di sicurezza personale.
Inutile dire quanto forti siano il dissenso e lo sdegno di tutti i cittadini sassaresi, dei pendolari che a Sassari sono costretti a recarsi ogni giorno per studio o per lavoro, e soprattutto dei residenti della zona in questione che hanno sollecitato un intervento del responsabile per gli Enti locali del partito che rappresento in Consiglio Regionale, Giovanni Ruiu, il quale, immediatamente, ha voluto condividere col sottoscritto questo problema. Tali cittadini, per l’appunto, denunciano “l’immobilismo degli enti locali coinvolti (Comune di Sassari, Arst, Regione Autonoma della Sardegna), responsabili della situazione attuale, ovvero di totale degrado sociale ed igienico sanitario, nella quale si registra l’occupazione abusiva dei caseggiati ex ATP da parte di numerosi clochard e nomadi, spesso riconducibili alla delinquenza, nonché casi in cui sono stati riscontrati contagi di malattie altamente infettive”.
Considerando che il bacino di utenza dei mezzi di trasporto pubblico Arst di Sassari è il secondo in Sardegna, e che raccorda tutto il nord dell’isola, con le premesse fatte, è chiaro che per chi arriva al capoluogo, lo spettacolo sia a dir poco indecoroso e soprattutto pericoloso, di certo non si addice a una città che proprio qualche giorno fa ha ottenuto un riconoscimento mondiale dall’Unesco.
Ritengo, in funzione delle premesse fatte, e soprattutto delle promesse che le istituzioni fino ad oggi non sono riuscite a mantenere, che un Vostro intervento sia assolutamente necessario affinché si restituisca ai cittadini la dovuta serenità. Ritengo ormai improcrastinabile un’azione decisa e risolutoria di questi gravi disagi, auspico quindi che venga sbloccata l’impasse burocratica che osta al completamento del nuovo centro intermodale e far si che la provvisorietà che persiste ormai da anni non sia più consuetudine rispetto ad un servizio fondamentale per una città che ogni giorno ospita cittadini di tutta la provincia.
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