Nel mirino dell'ex primula rossa del Supramonte, era finito il sassarese Gavino Satta, 52 anni, imprenditore di Uri con un posto nel consiglio di amministrazione della Coopservice. Un altro rapimento sventato per l'imprenditore di Oristiano Luigi Russo
SASSARI - Due sequestri di persone erano l'obiettivo di Graziano Mesina. Secondo i risultati dell'inchiesta, nel mirino dell'ex primula rossa del Supramonte -
arrestata lo scorso giugno -, era finito il sassarese Gavino Satta, 52 anni, imprenditore di Uri con un posto nel consiglio di amministrazione della Coopservice, colosso da 17 mila dipendenti con sede a Reggio Emilia e base operativa alla periferia di Sassari, in via Caniga.
Nella casa di Orgosolo di Mesina sono state trovate una mappa e una foto e una conferma ci sarebbe anche dall'intercettazione ambientale rilevata attraverso una microspia nascosta nella sua Porsche Cayenne. Il piano prevedeva un rapimento lampo in cui Satta doveva essere prelevato e portato nel caveau della società, a Caniga.
Sempre grazie alle intercettazioni è stato scampato un altro sequestro progettato dal bandito sardo. Stavolta a finire nel cerchio di Mesina era un imprenditore di Oristano, Luigi Russo, proprietario di alcuni negozi di abbigliamento in centro.
Nella foto: Graziano Mesina
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