All´indomani dell´annuncia del nuovo collegamento Alghero-Bologna il responsabile nazione della Filt-Cgil si scaglia pesantemente con la compagnia chiedendo l´intervento della magistratura
ALGHERO - «In Italia non si impara mai dai disastri, è purtroppo una regola generale del Paese e lo è, se fosse possibile, ancor di più nel trasporto aereo». E' quanto sostiene il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi riferendosi alla presentazione della nuova rotta Ryanair
Alghero-Bologna. Capita così che ad Alghero e nel nord Sardegna più in generale si facciano salti di gioia all'annuncio della compagnia irlandese di
rimpiazzare la Meridiana sul collegamento (non operativo da molti mesi) sull'aeroporto di Bologna, ma a Roma, sul fronte sindacale, non si può dire lo stesso.
Mauro Rossi infatti sottolinea che «dopo l'annuncio di incremento di voli Ryanair addirittura dall'aeroporto di Fiumicino, dopo i disastrosi bilanci che si continuano a registrare nelle società di gestione aeroportuali italiane che vedono al centro delle loro operazione il vettore irlandese, che fa della illegalità diffusa il proprio core business e il puntuale ripianamento delle perdite con danaro pubblico, lo scalo di Alghero in Sardegna si appresta a proseguire con questa devastante politica aprendo un collegamento con Bologna».
Secondo il dirigente nazionale sindacale della Filt «si deve verificare, anche attraverso il ricorso alla magistratura, il contenuto dei contratti che si stipulano in privato con Ryanair da parte delle società aeroportuali con l'utilizzo di fondi pubblici. Bisogna inoltre - sostiene infine Rossi - ricordare che Ryanair sfrutta i lavoratori ed evade il fisco e tutte le leggi italiane e va combattuto un sistema di complicita' che tiene in piedi un modello di mobilita' con i costi a carico non dei passeggeri interessati ma dell'intera collettività, a danno di lavoratori del settore, delle aziende che rispettano le leggi e assistono ad una tollerata e strutturale operazione di dumping illegittimo».
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