Scattata la cassa integrazione per i sei dipendenti Alitalia ad Alghero. Due anni alla perdita di ogni assistenza remunerativa e possibilità occupazionale
ALGHERO - Continua la lotta per la salvaguardia dei diritti occupazionali dei sei lavoratori Alitalia, un tempo attivi presso lo scalo di Alghero ed ora in cassa integrazione a zero ore. Nonostante gli impegni presi nei loro confronti, le ripetute richieste di incontro rivolte al Presidente ed alla Giunta Regionale, all’Assessorato Regionale dei Trasporti ed alla Sogeaal, la situazione dei sei ex-lavoratori continua dunque a peggiorare.
La causa stavolta sembra essere, secondo il segretario della Filt Cgil Boeddu, la legge sulla continuità aerea la quale, prevedendo tariffe agevolate anche per i non residenti, ha avuto delle gravi ripercussioni sotto l’aspetto occupazionale, senza che nessuno se ne sia preoccupato.
Così si dice indignato ed intenzionato ad agire per vie legali contro «la società di gestione interessata, per mancata applicazione dell’articolo n. 2112 del codice civile che, in questi casi, a seguito di una cessione di attività aziendale, prevede l’assorbimento del personale».
Un personale del quale tra l’altro Boeddu sostiene si abbia necessità, dal momento che dal giorno 27 Ottobre è la Società di Gestione Aeroportuale di Alghero, di proprietà della Regione Sardegna, che si sta occupando di svolgere, oltre alle proprie mansioni, anche quelle svolte in precedenza dai sei lavoratori Cai Alitalia. Di fronte ad una simile «ingiustizia», Boeddu si appella infine all’attuale giunta regionale, perché possa porre rimedio a tale situazione ed evitare che i sei lavoratori, con oltre 20 anni di esperienza ed oltre 50 anni di età, rimangano senza occupazione ne speranza di trovare un nuovo impiego una volta terminato il periodo di cassa integrazione.
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