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Pasqualina Pintus 22 ottobre 2013
Centro intermodale, Ganau accusa
Così il sindaco di Sassari: che ognuno si assuma le proprie responsabilità. L’Arst scarica le responsabilità sulla Regione chiedendo un risarcimento milionario


SASSARI – «E’ giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità. E’ ormai evidente l’incapacità totale dell’ente Regione Sardegna a gestire i lavori». Così si esprime il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, sul grave ritardo per la realizzazione del centro intermodale di via XXV Aprile durante un incontro pubblico avvenuto questa mattina nella sala convegni di Palazzo Ducale con la stampa. L’opera avrebbe dovuto essere conclusa nella primavera del 2010 secondo il crono programma dei lavori e, nonostante un finanziamento pari a 28 milioni e 772 mila euro da parte dell’assessorato regionale ai Trasporti, attraverso fondi liberati del Por Sardegna 2000-2006, l’intervento venne sospeso fin dal 2009.

Nello stesso anno in cui avvenne la consegna ufficiale dei lavori all’impresa appaltatrice (l’impresa Adanti S.p.a, oggi Strabag S.p.a), la superficie destinata alla stazione di interscambio passeggeri di via XXV Aprile risultò soggetta ad inquinamento di idrocarburi, motivo per cui i lavori furono interrotti. Solo dopo un protocollo d’intesa tra Regione, Comune di Sassari e Arst, vengono stanziati 3 milioni di euro destinati alla bonifica dell’intera area. L’accordo prevedeva anche l’acquisizione da parte della Regione di uno spazio nella via Padre Zirano per garantire aree di sosta alternative dei pullman. «A tutt’oggi non è mai avvenuta la bonifica in quanto quelle risorse previste nella legge finanziaria di allora furono utilizzate per attuare altre opere” sottolinea con amarezza il primo cittadino di Sassari che aggiunge – ogni volta che si parla di Sassari o di Nord Sardegna sembra ci siano difficoltà insuperabili».

«Riteniamo quest’opera sia importante non solo per la città ma per tutto il territorio e non vogliamo stare zitti – tuona Ganau che continua – e’ giusto che i cittadini sappiano come siano andate le cose». Si parla di danno erariale per la ditta che non è stata messa in condizione di concludere i lavori. Un’attesa colossale che ha creato non pochi disagi a chi è costretto a viaggiare per lavoro o studio e recarsi nel capoluogo turritano, in quanto la zona è sprovvista di un’area sosta per i pendolari, ma si parla anche di danno commerciale per coloro che gestiscono attività presso quell’area. Occorreranno tre passaggi ovvero tre diverse convenzioni prima che si arrivi al passaggio di consegne.
Nel gennaio 2011 il comune di Sassari sigla un accordo di programma con la Provincia per l’alienazione dell’area, una superficie complessiva di 4416 mq, che consentirà di superare un ulteriore ostacolo dell’intricata vicenda. Nel febbraio 2011 il consiglio comunale di Sassari approva la pratica con la quale viene ceduta l’area comunale alla Ras che dovrebbe acquistarla per 2 milioni e 887 mila euro. Ad agosto del 2012 non essendo ancora stata formalizzata l’acquisizione dell’area da parte della Regione Sardegna, viene inviata una lettera di sollecito da parte del sindaco di Sassari alla direzione dell’assessorato regionale dei trasporti in cui il comune chiede l’assunzione del ruolo di stazione appaltante per la realizzazione dei lavori.

Il 7 Novembre 2012 si assegna la delega al comune di Sassari, in qualità di stazione appaltante in subentro all’Arst Spa. Quest’ultima convenzione è stata inserita nella Legge Finanziaria Regionale 2013, ma ancora cavilli tecnico-amministrativi impediscono l’attuazione dell’opera, in quanto successivamente dalla Finanziaria Regionale l’intervento è stato però stralciato ed inserito nel “collegato alla finanziaria”, che ad oggi non è stato ancora approvato dal Consiglio Regionale. «Non dimentichiamo che Ugo Cappellacci ha assunto ad interim l’assessorato dei trasporti» evidenzia con tono polemico il sindaco Ganau secondo il quale ci vorranno ancora altri due o tre anni per riprendere i lavori del centro intermodale di via XXV Aprile, che nel frattempo è diventato un rudere dimenticato. L’Arst scarica le responsabilità sulla Regione chiedendo un risarcimento milionario. Intanto l’amministrazione comunale ha approvato la soluzione temporanea della creazione di un nuovo parcheggio riservato agli autobus, nell’area incolta di via Padre Zirano.
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