Prospettata la cassa integrazione o il trasferimento a Milano o Roma. Il braccio di ferro della Filt Cgil
ALGHERO - Mercoledì scorso nell'aeroporto di Alghero si è tenuto l’incontro tra la Cai Alitalia e la Filt Cgil, con l'obiettivo di risolvere le problematiche sollevate nei giorni scorsi dal segretario generale Arnaldo Boeddu, ma nessun passo in avanti è stato fatto nella trattativa. I due rappresentanti Cai hanno esposto le difficoltà in cui versa la compagnia e la volontà di smantellare la presenza dei sei dipendenti presenti nello scalo algherese entro il mese di Ottobre, attraverso l’attivazione di due possibili linee.
La prima potrebbe essere quella di proporre ai lavoratori un trasferimento coatto negli scali di Roma oppure di Linate. La seconda, quella di accettare volontariamente di essere inseriti in cassa integrazione straordinaria sino al mese di marzo 2015, ovvero sino alla scadenza naturale dell’ammortizzatore sociale concesso alla compagnia. Nessuna delle due strade percorribili sembra però risolvere il problema dei sei dipendenti a rischio di impiego, rendendo così vano il grido di allarme lanciato dal dirigente sindacale, il quale vorrebbe evitare un ennesimo contenzioso legale per fare valere il diritto di assunzione per chi acquisirà il ramo di azienda ceduto dalla Cai Alitalia. «È necessario discutere ancora sulla questione, ma nessuna risposta ufficiale, in merito alle due richieste di incontro lanciate dalla Filt Cgil, sono ad oggi pervenute da parte della società di gestione, della proprietà e da parte dei due vettori aggiudicatari delle rotte in continuità territoriale e questo la dice lunga sulla vicinanza reale rispetto ai reali problemi che il nostro territorio sta affrontando» dice Boeddu che rivolge un appello a Cappellacci.
«Vorremmo che il Governatore Cappellacci - rincara il sindacalista - oltre a tagliare i nastri e farsi fotografare sorridente con il palmare per verificare il collegamento gratuito internet inaugurato la scorsa settimana nell’aeroporto di Alghero, venisse per confrontarsi con i reali problemi. In questo caso, per esempio, basterebbe semplicemente un po’ di buona volontà dal punto di vista politico per trovare una soluzione per sei madri e padri di famiglia ed affinché il territorio non debba anche questa volta depauperarsi e privarsi di ulteriori professionalità. Dopo aver vissuto la chiusura della scuola di volo, fiore all’occhiello del nostro territorio che tutti invidiavano o la dismissione del nucleo tecnico, cos’altro deve ancora accadere perché, coloro i quali hanno responsabilità politiche, intervengano e si interessino dei problemi anche di questo territorio?». C'è ancora tempo secondo il segretario «malgrado tutte le problematiche ed il totale disinteressamento dimostrato sino ad oggi da parte di tutti». In attesa di un tavolo istituzionale ancora a data da destinarsi.
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